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Fattura elettronica, avvio in salita e si rischia l’intoppo a febbraio

Qualche difficoltà, ma finora partenza lineare per la fatturazione elettronica. Alle 17 di ieri erano già state emesse 4,7 milioni di fatture, comunica l’Agenzia delle Entrate, ma l’Associazione nazionale commercialisti lamenta gravi disservizi, contestazioni in parte smentite o attenuate dalle associazioni imprenditoriali e dall’Ordine nazionale dei commercialisti.
Il vero banco di prova arriverà comunque nei primi 16 giorni di febbraio, quando tutte le fatture dovranno essere emesse sul serio per chi ha optato per la liquidazione mensile dell’Iva. « Categorie come quella dei ristoratori e albergatori si trovano in difficoltà, non sono riusciti ad avviare la fatturazione elettronica perché per loro presuppone anche l’acquisto dell’hardware, il software non basta – spiega Maurizio Postal, consigliere dell’Ordine dei commercialisti -. Quindi al momento emettono le cosiddette ” fatture di cortesia”, scrivendo a penna sul documento che la fattura elettronica seguirà nel tempi di legge. Significa che però la ” gobba” della fatturazione elettronica arriverà tra fine gennaio e 16 febbraio».
Neanche Confcommercio segnala al momento disservizi, ma chiede semplificazioni per gli imprenditori oberati dagli adempimenti fiscali: «Non abbiamo ricevuto dalle nostre strutture locali alcuna segnalazione di inefficienze o blocchi – dice Vincenzo De Luca, responsabile fiscale dell’associazione -. Però ricordiamo al governo che la fatturazione elettronica non deve essere solo uno strumento di contrasto all’evasione, ma anche di semplificazione. Chiediamo dunque di abolire strumenti come il meccanismo di reverse change, che a questo punto sono mere duplicazioni ». Neanche Confesercenti segnala disservizi, ma comunica le difficoltà dei benzinai: « Il costo della fatturazione erode i loro margini, e fatturare elettronicamente in una pompa di benzina è complicato: serve almeno un tablet».
Forti disservizi vengono invece segnalati dall’Associazione commercialisti: « La piattaforma fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate non funziona bene, un collega per esempio oggi ha atteso 45 minuti per il collegamento e ha finito per rinunciare – dice il presidente, Marco Cuchel -. Molte fatture vengono respinte inoltre per le difficoltà di dialogo del sistema centrale con i vari software utilizzati dai professionisti, è difficile capire le motivazioni, in molti casi si tratta di ragioni come la presenza di un apostrofo o di una ” e commerciale” nel testo. E comunque i veri problemi arriveranno dopo, mentre non sono state ancora risolte le questioni legate alla tutela della privacy » . Il rinvio al mittente di molte delle fatture in effetti viene riscontrato anche dall’Ordine dei commercialisti: « Non si tratta tanto di disservizi del Sistema d’Inter-scambio dell’Agenzia delle Entrate – osserva però Postal – quanto del ritardo delle imprese e dei gestori dei software privati. Se le imprese non comunicano i codici le fatture non possono essere recapitate».
Intanto parte in questi giorni anche il “saldo e stralcio”, il condono parziale ( l’importo da pagare si riduce al 16, 20 o 35%) per chi dimostra di essere in grave difficoltà economica. L’Agenzia delle Entrate ha infatti messo a punto il modulo per l’adesione.

Rosaria Amato

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