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Fastweb entra in Metroweb, socio al fianco di A2A e F2i

di Sara Monaci

Dopo sei mesi di gestazione, l'accordo tra Fastweb e Metroweb è stato infine formalizzato: l'operatore telefonico controllato da Swisscom entra con l'11,1% all'interno della società proprietaria della fibra ottica di Milano, la più estesa in Europa, con oltre 7mila chilometri di cavi. Metroweb – che ha chiuso l'esercizio 2010 con 51 milioni di ricavi, un margine operativo lordo di 40,6 milioni e un utile netto di 12,6 milioni – riassetta così il proprio azionariato: il fondo italiano per le infrastrutture F2i, guidato da Vito Gamberale (e partecipato Cassa depositi e prestiti, da varie banche, tra cui UniVredit, e fondazioni bancarie, tra cui Cariplo e Montepaschi), scende al 61,4%; A2a passa dal 20% al 25,7% grazie all'esercizio di un obbligazione convertibile in azioni; Fastweb, tramite Swisscom Italia, detiene l'11,1; i manager di Metroweb si assestano all'1,8% circa.

Fastweb, uno dei principali operatori in Italia e praticamente unico concorrente di Telecom nel segmento delle comunicazioni via cavo a Milano, fa sapere che si tratta di una partnership che non modificherà il core business della società, che pertanto rimarrà impegnata nella gestione delle telecomunicazioni e non nella costruzione di infrastrutture: la quota rilevata, insomma, rimarrà di minoranza.

Metroweb, operatore impegnato nella realizzazione delle reti, è un partner interessante perché, ritiene Fastweb, avrà notevoli sviluppi anche in altre città. Dopo Milano, ad esempio, già si parla di Brescia. «Poniamo le basi per una nostra partecipazione al progetto di portare la rete di nuova generazione in Italia – dice Alberto Calcagno, dg di Fastweb –. Con questa operazione – aggiunge – si rafforza un rapporto consolidato da più di un decennio».

E in effetti la storia che lega Fastweb a Metroweb è fatta di corsi e ricorsi. Quando le due società furono fondate, nel 2009, Aem (oggi A2a), di proprietà del Comune di Milano, controllava il 67% di Metroweb, mentre e.Biscom il 33. Proporzioni invertite dentro Fastweb: e.Biscom ne controllava il 67%, Aem il 33. Nel 2003 ci fu uno scambio azionario. Palazzo Marino deliberò la cessione del suo terzo di Fastweb a favore di e.Biscom, e.Biscom cedette il suo terzo di Metroweb ad Aem.

Poi, ognuno per la sua strada. Nel 2006 Metroweb venne ceduta al fondo Stirling Square (per 28 milioni), per poi essere rivenduta nel maggio di quest'anno a F2i (per circa 250 milioni, esclusi i debiti). Faswteb è invece nel frattempo passata progressivamente di mano agli svizzeri di Swisscom, che ora decidono per la propria controllata un cammino a ritroso verso la città in cui la società venne fondata 12 anni fa. Attualmente l'operatore è (insieme a Telecom) il principale utilizzatore di Metroweb, da cui affitta la rete per la gestione del servizio.

Per Metroweb l'ingresso di Fastweb (assistita dall'advisor Legance) nel proprio azionariato è la prova «dell'interesse degli operatori ad affiancarsi a Metroweb per proiettare il know how in altre realtà urbane». Intanto, pochi giorni fa, è stato chiuso un altro accordo, quello di F2i con Telecom, che insieme creeranno una joint venture per realizzare a Milano la cablatura orizzontale in 36mila edifici.

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