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Fassina: l’Imu resterà per i ricchi risorse divise tra Cig, esodati e Iva

Quarantott’ore per trovare la quadra sull’Imu. Non ci sono deroghe possibili, conferma il premier Enrico Letta, di ritorno dall’Afghanistan: «Sull’Imu non c’è nessun rinvio perché c’è una data, il 31 agosto e la scadenza del 16 settembre». Il dl 54/2013, che ha sospeso il pagamento della prima rata dell’Imu, ha fissato infatti per il 31 agosto il termine entro cui varare la riforma. Altrimenti scatterà la clausola di salvaguardia e bisognerà pagare la prima rata entro il 16 settembre, mentre il pagamento della seconda rata è fissato per il 16 dicembre. Nelle ultime ore si sono rincorse dichiarazioni sempre più tassative dei due schieramenti: non sembra esserci al momento conciliazione possibile tra il Pdl che esige l’abolizione totale sulla prima casa e il Pd che intende mantenere l’imposta per i proprietari di case di lusso, il 20-30% del totale.
«Non ci sono le condizioni per cancellare l’Imu sulle abitazioni più ricche. — dice il viceministro dell’Economia Stefano Fassina in un’intervista televisiva — Abbiamo poche risorse e quattro priorità: Imu, Iva, la cassa integrazione in deroga e gli esodati e su queste dobbiamo allocare risorse scarse». Ma per il Pdl non ci sono graduatorie che tengano: «L’Imu è da sempre fra le prioritàdel governo, ci aspettiamo azioni coerenti con i molti annunci e con le giuste aspettative degli italiani», dice l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. «Confido che gli impegni vengano rispettati. — afferma il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani — L’abolizione della tassa sulla prima casa è un punto essenziale».
«Vorrei che il Pdl fosse attentonon solo a chi ha un appartamento di 400 metri quadri nel centro delle grandi città ma anche a chi è in cassa integrazione o in pensione. — ragiona Fassina — Non ci sono le condizioni per cancellare l’Imu sulle abitazioni più ricche, perché non possiamo guardare in faccia un disoccupato e dirgli che non gli diamo l’indennità di disoccupazione di 500 euro perché abbiamo cancellato la tassa sulla casa ai più ricchi». Dalle indiscrezioni filtrate nelle ultime ore, risulta che i tecnici del ministero dell’Economia siano riusciti a recuperare risorse che potrebbero arrivare a 3,5 miliardi, insufficienti per l’abolizione totale dell’Imu sulla prima casa (mancherebbe un miliardo), sufficienti invece per la cancellazione totale della prima rata, parziale dellaseconda e per il finanziamento della Cig in deroga (circa un miliardo di euro). Per l’Iva non rimarrebbe che procedere all’aumento di un punto dell’aliquota del 21%, magari con una parziale rimodulazione del “paniere”, per attenuarne gli effetti.
Nei giorni scorsi il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio ha proposto un’abolizione per il 70-80% dei proprietarimeno abbienti, in attesa di partire nel 2014 con la nuova service tax, meno onerosa dell’Imu, ma estesa a tutti. Un’alternativa potrebbe essere l’anticipazione a dicembre della service tax, per evitare che rimanga un buco di bilancio che potrebbe far saltare il tetto del 3% per il deficit/Pil e lasciare i sindaci con le casse vuote.
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