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Fase due per il fondo delle Pmi

di Giuseppe Chiellino

Con tre accordi siglati ieri per un totale di 65 milioni di euro il Fondo italiano di investimento (Fii) apre il fronte delle operazione indirette, per l'acquisizione di quote in fondi che a loro volta investono nello sviluppo di Pmi. Dopo le prime tre operazioni di intervento diretto nel capitale di rischio di altrettante Pmi, realizzate da dicembre scorso, con le decisioni di ieri il Fondo voluto dal ministero del Tesoro per sostenere la crescita dimensionale delle piccole imprese italiane diventa attivo anche come "fondo di fondi" e può dunque essere considerato ormai a pieno regime. Sono infatti ormai in istruttoria avanzata altri investimenti pronti per essere approvati già nelle prossime settimane. L'obiettivo, ambizioso ma a questo punto non irrealistico, è di chiudere entro dicembre tra 15 e 20 investimenti diretti in aziende sane e con progetti di crescita, e una decina di operazioni in fondi chiusi. Senza troppa enfasi, dopo l'eccesso di esposizione mediatica dell'anno scorso, il primo del Fondo, necessariamente dedicato a mettere in piedi la struttura e il team, a ottenere le autorizzazioni e ad allestire la sede milanese.

Gli operatori destinatari dei commitment del Fondo italiano approvati ieri sono Gradiente Sgr, Futurimpresa Sgr e Progressio Sgr. I fondi oggetto dell'intervento del Fii sono rispettivamente Gradiente I, Finanza e Sviluppo Impresa e Progressio Investimenti II.

Gradiente I è un fondo comune di investimento mobiliare chiuso gestito dalla Sgr nata praticamente in concomitanza con il Fii, su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di Sinloc e del team di gestione, con l'intento di mettere a disposizione del territorio di riferimento delle fondazioni che lo hanno sottoscritto parte del loro patrimonio finanziario con l'obiettivo di «alimentare lo sviluppo delle imprese locali attraverso processi di aggregazione industriale in Italia e all'estero». Finanza e Sviluppo Impresa è, invece, il fondo mobiliare chiuso gestito da Futurimpresa, la società, nata su iniziativa delle Camere di Commercio di Milano, Brescia, Bergamo e Como, con l'intento dichiarato di investire nel capitale di rischio di piccole e medie imprese lombarde per sostenerne i piani di sviluppo. Progressio Investimenti II, infine, è il secondo fondo comune di investimento mobiliare chiuso lanciato da Progressio Sgr, società indipendente nata nel 2004 su iniziativa del Gruppo Mittel, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Istituto Atesino di Sviluppo e oggi controllata dal management team.

Nei prossimi giorni dovrebbero essere approvate altre operazioni, dirette e indirette, che porteranno sopra i 100 milioni di euro il capitale investito dal Fondo. In particolare, è previsto "un impegno importante" – fanno sapere fonti qualificate – per l'ingresso nel capitale di un'azienda del Mezzogiorno, la prima dopo tre investimenti in aziende del Nord. A giorni sarà operativa anche una sede a Roma con il compito di seguire l'area Centro-Sud.

 

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