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Fascicoli digitali aperti a tutti

Accesso ai fascicoli processuali digitali per tutti i contribuenti in causa con il Fisco. Proroga dei termini di deposito delle sentenze. Sono due delle misure riorganizzative messe in campo dalla giustizia tributaria per affrontare l’emergenza Coronavirus. Con circolare dello scorso 18 marzo, il Ministero dell’economia fa il punto sulle misure previste dal decreto Cura Italia per l’attività giudiziaria e poi compie un passo in più, approntando una serie di misure organizzative, che rendano continuativa l’attività delle Commissioni tributarie provinciali e regionali.

Così, mentre l’attività giudiziaria (celebrazione delle udienze e decorso dei termini processuali) è sospesa dal 9 marzo al 15 aprile con il dl 18/2020, la circolare si preoccupa di garantire a tutti i contribuenti che hanno promosso una causa presso una Commissione tributaria il pieno accesso a tutti gli atti del proprio fascicolo processuale, estendendo il servizio di interrogazione dei fascicoli digitali del Processo tributario telematico (Ptt) anche a coloro che si sono costituiti con modalità cartacee (e che non avrebbero questa possibilità in condizioni normali).

Si ricorda che la costituzione in giudizio con modalità telematiche è divenuta obbligatoria in tutte le Commissioni tributarie dal 1° luglio 2019, mentre per le controversie instaurate prima di tale data vi era ancora la possibilità di depositare il ricorso o l’appello con modalità cartacee. La costituzione telematica garantisce al contribuente di poter consultare il proprio fascicolo in remoto, accedendo al servizio di Telecontenzioso con le proprie credenziali di accesso e una normale connessione ad internet. Grazie alla circolare del 18 marzo scorso, questo servizio è disponibile anche per chi si è costituito con «modalità analogiche» e non digitali: è sufficiente la previa registrazione on line al servizio Ptt.

Al fianco di questa misura operativa, che dimostra la volontà di garantire la continuità del servizio di giustizia tributaria a tutti i contribuenti, la circolare invita gli uffici di direzione della Giustizia tributaria a vigilare sulla corretta attuazione delle misure per il contrasto alla diffusione del Covid-19, favorendo per quanto possibile il telelavoro delle risorse impiegate presso le Commissioni e proseguendo ad erogare i servizi al pubblico solo previa prenotazione (anch’essa telematica) e dietro una corretta gestione dei flussi di utenza.

Sempre al fine di limitare per quanto possibile l’accesso alle sedi (molte delle quali, per le caratteristiche strutturali degli immobili, non possono garantire il rispetto delle distanze di sicurezza in presenza di afflusso di più persone), la circolare del Mef invita i direttori degli uffici di segreteria a sollecitare i presidenti delle Commissioni tributarie, affinché siano emanati appositi provvedimenti di proroga dei termini di deposito delle sentenze. Infatti, a norma dell’art. 37 del dlgs. 546/1992, i giudici relatori sono tenuti a rendere pubbliche le decisioni, tramite deposito alla segreteria della sezione di appartenenza, entro 30 giorni dalla data di deliberazione. Nonostante detto termine non sia perentorio, in questi giorni, dovrebbero essere depositate quelle sentenze che sono state decise attorno alla metà di febbraio, quando la funzione giudiziaria non aveva ancora ricevuto battute di arresto. L’emanazione di decreti di sospensione del citato termine, come suggerito dalla Circolare, appare quindi una misura di buon senso, considerando che – in ogni caso – i termini per le impugnazioni delle sentenze sono attualmente sospesi dal dl Cura Italia fino al 15 aprile prossimo.

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