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Faro della Procura sulla cessione Telecom

Ieri 30 ispettori della Consob, coadiuvati dalla Guardia di finanza, sono entrati nelle due sedi di Telecom Italia, a Roma e Milano, per acquisire informazioni sul passaggio delle quote in Telco a Telefonica dopo una serie di audizioni che non avevano soddisfatto l’organo di vigilanza della Borsa. Parallelamente è emersa la notizia che sul caso anche la Procura di Roma ha aperto un dossier di indagini.
Segno inequivocabile che molte sono per ora le domande senza risposta sulla spagnolizzazione del gruppo telefonico italiano.
Il gruppo telefonico ieri ha fatto sapere di «aver sempre operato nel rispetto delle leggi e delle norme che regolano il mercato finanziario» assicurando «la massima collaborazione alle autorità». Che la Consob avesse messo Telecom nel faldone «sorvegliati speciali» era emerso già a fine settembre quando il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, aveva fatto sapere che erano in corso delle verifiche sul prezzo delle azioni Telecom concordato tra i venditori delle quote in Telco, Intesa Sanpaolo, Generali e Mediobanca, e Telefonica: 1,1 euro contro una valutazione di mercato al tempo dell’operazione di 57 centesimi per azione. Il sospetto, dunque, è che il prezzo possa nascondere un qualche premio di controllo. Ma questo è solo uno dei filoni della Consob: sotto pressione ci sono anche le operazioni dell’amministratore delegato, Marco Patuano, annunciate nel board della scorsa settimana: prestito convertendo e vendita di Telecom Argentina. In questo caso il sospetto è che le scelte possano essere state fatte a vantaggio di Telefonica e a svantaggio degli altri azionisti. La Findim di Marco Fossati e l’Asati che rappresenta una parte dei piccoli azionisti hanno mostrato pubblicamente il proprio dissenso lamentando di essere stati discriminati (subiranno una diluizione nel momento in cui i bond diventeranno azioni). Ieri Fossati ha depositato un esposto presso la Consob. Ultimo filone: procedure aziendali in materia di confidenzialità delle informazioni privilegiate. Il sospetto qui è che i dirigenti spagnoli che dovevano stare fuori dalla porta su argomenti dilicati abbiano invece avuto libero accesso.

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