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“Farò del mio meglio, ma c’è troppa nebbia”

ROMA — Nebbia. «E nella nebbia, faro o luce umana che sia, si fa fatica. Io cercherò di fare del mio meglio». Una battuta appena, pronunciata in risposta al professor Conso che lo definisce «un faro» per il paese in una fase tanto difficile, ma che dà il senso di quanto anche per Giorgio Napolitano sia complicato il rebus governo. Probabilmente ci tornerà su anche stamattina, nella festa per l’8 marzo che celebrerà al Quirinale. Sarà un caso, ma ieri ha fatto ricorso allo stessa metafora “atmosferica” usata da Bersani due giorni fa in direzione, appunto le nebbie
da diradare. Un saluto appena, quello del capo dello Stato all’Accademia dei Lincei che ricorda Rita Levi Montalcini, ma con dentro alcuni avvisi ai “naviganti”. Così, ecco la conferma delle difficoltà postelettorali che il Colle si trova ad affrontare, «sia un faro o una luce assolutamente normale, umana quella che il capo dello Stato deve sprigionare, ma — faro o luce — si fa fatica nella nebbia». Poi, il presidente della Repubblica ai partiti lancia anche altri due messaggi. Il primo: «Farò quel che debbo fino all’ultimo giorno del mio mandato». Ancora una smentita, secca, alle voci di sue dimissioni anticipate, alimentate da chi sogna uno scioglimento-lampo delle Camere ad opera del successore di Napolitano (che non può e non vuole rimandare a casa il Parlamento appena eletto). Ma al contempo, ed è la seconda conferma venuta dal capo dello Stato, nessun bis al Colle. La scadenza dei sette anni di mandato, ribadisce una volta di più, corrisponde pienamente sia «alla concezione dei nostri padri costituenti » che «alle leggi della continuità delle nostre istituzioni e alle leggi del succedersi delle generazioni nella vita».
E che non sia facile trovare il filo del nuovo esecutivo, è confermato dalla sua decisione di annullare il viaggio a Strasburgo (previsto per mercoledì prossimo), dove avrebbe dovuto prendere la parola davanti al Parlamento europeo. «I tempi stretti e la complessità per la formazione del nuovo governo — si è scusato con il presidente Martin Schulz — non mi permettono di essere presente». Giornate cruciali, mentre il clima di grande incertezza alimenta di nomi, ipotesi, formule. Un ricorrersi di scenari che, osservano sul Colle, vanno considerati tutti come tali. Compresa la disputa fra “mandato esplorativo” e “mandato pieno”, visto che ogni incarico di governo diventa tale solo in presenza di una maggioranza parlamentare.

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