Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Faro cinese sulle Pmi italiane

«Andiamo a visitare il regno delle piccole e medie imprese italiane per scoprire qual è il loro segreto».
A parlare così è Ma Weihua, l’uomo che ha creato dal nulla China Merchant bank, la sesta banca del Paese, e che oggi è alla testa del China enterpreneur club (Cec), un’associazione senza scopo di lucro nata una decina di anni fa che raggruppa il top dell’imprenditoria privata cinese. Quella, per intenderci, alla quale si deve il miracolo di Pechino, per universale ammissione.
Nonostante i successi amplificati dalle quotazioni in piazze finanziarie diverse, loro, le aziende cinesi, vogliono crescere, sapere, confrontarsi, capire come e cosa fanno gli altri. Una delegazione nutrita ma diversa in quanto a componenti sarà in Germania e poi in Italia, inclusi nomi di spicco come Jack Ma di Alibaba e Guo Guanchang di Fosun.
In conferenza stampa a Pechino, ieri, è stato presentato questo viaggio a tappe tra Germania e Italia che culmina il 19 ottobre con un incontro a Roma in viale dell’Astronomia, nella sede di Confindustria. Banchieri, manager e imprenditori (in tutto sono 47) che fatturano ben 2mila miliardi si preparano a viaggiare uniti e compatti. Il viaggio, fatto insieme, è un elemento forte per loro, dopo gli Stati Uniti nel 2011, Gran Bretagna, Belgio, Singapore quest’anno, i magnifici del club tornano in Europa. Visiteranno due Paesi che in comune hanno l’imprinting manifatturiero, ma che vivono una fase profondamente diversa dell’evoluzione economica. La Germania continua a essere molto fiera dei suoi numeri dell’export e lo dice e lo fa pesare. L’Italia lotta per compensare con i mercati esterni il calo della domanda interna.
Grande ammirazione per la nostra gente, per la capacità di lavoro e di inventiva, comunque. La capacità di fare impresa è un dato recente, in Cina. Per questo anche i più bravi vogliono confrontarsi con il mondo esterno.
E mentre l’ambasciatore italiano a Pechino, Ettore Sequi, ha sottolineato le opportunità di collaborazione e le premesse storiche e culturali, il rappresentante della Germania ha ricordato come la Cina sia il primo partner con un interscambio di 150 miliardi nel 2014 e investimenti cinesi in Germania pari a 1,5 ma rigorosamente sostenibili. I margini ci sono, ovviamente, di collaborazione, in entrambi i Paesi. Lo ha ricordato Shen Guojun del gruppo Yintai che attraverso il marchio retail Intime dell’Italia conosce bene proprio i marchi che in Cina sono amatissimi.
Guidato con polso fermo da Maggie Cheng, il Club è espressione dell’internazionalizzazione dell’economia cinese. Il Go global va avanti. Ma Weihua ha parlato infatti anche delle banche cinesi: che ruolo potranno giocare, abbiamo chiesto, molto grande ha risposto. Da ex banchiere ha snocciolato date e cifre, riferendosi alle potenzialità del settore in Italia. «Del resto – ha detto – non è forse vero che la prima banca è nata a Siena?».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa