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Il faro di Bankitalia sui conti correnti: no a ritocchi arbitrari

Un incremento generico dei costi non può giustificare una modifica unilaterale delle condizioni dei contratti con la clientela. E qualche banca adesso dovrà correre ai ripari, preparandosi a rimborsare i propri correntisti. La Banca d’Italia ha ribadito nei giorni scorsi agli istituti di credito che la variazione unilaterale dei contratti è possibile solo se prevista dal contratto stesso e per «giustificato motivo», ma non è lecita se, ad esempio, è «priva di una correlazione tra l’incremento dei costi posti a base della modifica e la tipologia dei contratti e delle tariffe».

Lo scorso autunno parecchi istituti di credito avevano ritoccato le condizioni contrattuali, motivando gli adeguamenti con i maggiori costi del sistema, in alcuni casi attribuiti anche ai versamenti al Fondo di risoluzione, e alcuni correntisti avevano protestato. Bankitalia interviene ora per ricordare tutti i casi di nullità delle modifiche unilaterali, ma anche per invitare gli istituti a riconsiderare, eventualmente, le decisioni prese.

«Gli intermediari sono invitati a riesaminare analiticamente la coerenza delle manovre unilaterali decise a partire da gennaio 2016 con il complessivo quadro di riferimento. Nel caso vengano riscontrate incoerenze — si legge in una comunicazione della Vigilanza dei giorni scorsi — andranno adottate le opportune iniziative correttive, inclusa se del caso la restituzione delle somme già percepite». Le eventuali «iniziative di rimedio» dovranno essere comunicate alla banca centrale entro il prossimo 31 maggio.

Oltre alla mancata correlazione delle nuove condizioni con i maggiori costi, ricorda la Banca d’Italia, non sono lecite le modifiche unilaterali che hanno alla base costi «già sostenuti e che hanno esaurito i loro effetti», o sono giustificate da «costi già noti al momento della stipula», che «non sono commisurate ad un incremento dei costi», o che «fanno riferimento a più di una motivazione», quelle che «escludono alcune tipologie di clienti o di contratti», quelle «una tantum». Secondo Bankitalia, le modifiche unilaterali devono essere proposte in modo chiaro e con un preavviso di due mesi, durante i quali il cliente può recedere senza penalità, e i clienti devono poter essere in grado di valutare la proposta di modifica suggerita. In caso di controversie, ricorda Bankitalia, i cittadini possono ricorre all’Arbitro bancario o alla magistratura.

Mario Sensini

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