Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Far ripartire l’economia reale»

La politica monetaria accomodante non può essere «l’unico gioco in città» perché oggi «la sfida principale viene dagli sviluppi dell’economia reale ed è su questo terreno che dobbiamo esercitare i nostri ingegni» e la priorità per uscire dalla crisi è il rilancio degli investimenti,privati e pubblici, compresi quelli in infrastrutture, che «debbono tornare in alto nell’agenda politica». Per il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel nostro paese c’è inoltre da applicare «un ampio programma di riforme» tra cui spiccano quelle destinate a incrementare «la legalità e l’efficienza della pubblica amministrazione». Allo stesso tempo occorre «ridurre l’incertezza politica» e incrementare la competitività.
Visco parla, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine della tavola rotonda dello Strategic Forum dello Iea-Isi 2014,nella quale economisti di rango come il premio Nobel, Jospeh Stiglitz, Martine Durand dell’Ocse, Ravi Kanbur della Cornell University, sollecitati dall’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, hanno provato a descrivere la profondità delle ferite che la lunga epoca di crisi ha lasciato nel tessuto sociale ed economico dei paesi avanzati. Stiglitz, ad esempio, sostiene che la distruzione di ricchezza (tenendo conto anche del capitale umano e sociale) provocata sui due lati dell’Atlantico dai sette anni di crisi è largamente superiore a 30 mila miliardi di dollari. Visco non entra in questi calcoli sofisticati: si limita a rimarcare che «tra il 2007 e il 2013 in Italia gli investimenti pubblici e privati reali sono caduti rispettivamente di più del 30 per cento e del 25 per cento, ben al di sopra della caduta media già elevata e pari al 20 per cento fatta registrare nell’euro-area».
Il governatore sottolinea inoltre che oggi «la debolezza della ripresa dell’Eurozona non è limitata solo a paesi sotto pressione, ma anche a quelli che non sono sotto stress». «Stiamo andando verso territori inesplorati – aggiunge – Occorre rifocalizzare le politiche economiche a sostegno della domanda aggregata, in particolare stimolando gli investimenti». Visco non nasconde che l’eredità della crisi in termini di investimenti più bassi e disoccupazione più elevata avrà un impatto destinato a prolungarsi oltre l’attuale ciclo economico.
E, pur evitando accuratamente di entrare nei temi caldi della politica del lavoro, il governatore sottolinea gli effetti pesanti dell’interazione tra i cambiamenti strutturali (la globalizzazione, l’innovazione tecnologica) e la crisi che stiamo ancora vivendo: nell’Euroarea la disoccupazione è all’11,5 %, afferma. E in Italia «il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato dal 2007, passando dal 6 al 12% nel luglio del 2014, mentre la disoccupazione giovanile è salita dal 20 al 40%». Non basta: «C’è una crescente tendenza nelle economie avanzate a un calo del tasso di occupazione, che in Italia fra il 2007 e il 2013 è sceso dal 59 al 56%, con una riduzione dal 25 al 16% fra i giovani».
C’è dunque un mondo in profonda trasformazione, che bisogna affrontare con coraggio, dotandosi degli strumenti adatti. Perché se l’Italia, per via della sua specializzazione in prodotti tradizionali, ha sinora sofferto soprattutto degli effetti della globalizzazione, neanche il nostro paese oggi è immune dalle sfide poste dall’innovazione tecnologica, spiega Visco, citando un recente studio secondo il quale in Italia il 56% dei posti è a rischio “automazione” contro il 51% della Germania o il 47% degli Usa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non deve essere stato facile occupare la poltrona più alta della Bce nell’anno della peggiore pes...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prelios Innovations e Ibl Banca (società attiva nel settore dei finanziamenti tramite cessione del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le ...

Oggi sulla stampa