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Famiglie povere, aiuto di 400 euro

ROMA Il governo «sta monitorando il boom un po’ sospetto dei voucher». Lo rivela Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, che facendo il punto in un convegno della «Fondazione Welfare Ambrosiano» sul reddito di inclusione sociale, calcolato in 320 euro mensili a favore dei cittadini che vivono in condizioni di povertà (con un tetto di 400 euro a famiglia) precisa: «Sarà una misura permanente e strutturale. È finita l’epoca delle sperimentazioni». Ma critiche arrivano dall’«Alleanza contro la povertà», il cartello che racchiude al suo interno associazioni, sindacati ed enti a varia misura impegnati per l’introduzione di una misura stabile di contrasto alla povertà assoluta, che interessa secondo l’Istat 4,1 milioni di persone: «Diamo atto al governo Renzi di aver varato con la legge di Stabilità il più significativo intervento mai deciso in Italia contro la povertà» (600 milioni per il 2016, un miliardo dal 2017), che con l’aggiunta di risorse già disponibili porta il totale a disposizione a 1,5 miliardi per ognuno dei prossimi anni», ma la proposta dell’esecutivo «nel 2016 sarà limitata al 30% dei poveri e che, stando così le cose, lascerà fuori, anche nei prossimi anni, il restante 70% di poveri assoluti».
Intanto il 19 gennaio l’Inps ha evidenziato l’esplosione dei voucher, cioè dei buoni con i quali si pagano i lavori occasionali: nei primi 11 mesi del 2015 ne sono stati venduti oltre 102 milioni (+67,5% rispetto al 2014). Un boom che preoccupa molto i sindacati, che temono «un allarmante aumento della precarietà». «Stiamo lavorando con l’Inps — replica Poletti — per fare un monitoraggio puntuale di queste situazioni e sulla base dei dati che avremo a disposizione, se è necessario, interverremo perché non vogliamo assolutamente che il voucher diventi uno strumento di distorsione del mercato del lavoro». «Lavoriamo per la stabilizzazione, non per la precarizzazione», osserva a il ministro.
Tornando al disegno di legge delega in materia di contrasto alla povertà, approvato dal governo venerdì scorso, Poletti sottolinea: «L’intervento si articola in un sostegno al reddito vincolato e condizionato a un accordo tra il cittadino e la comunità locale che ha l’onere di prenderlo in carico». Ma sarà «un intervento universalistico anche a prova di approfittatore -— ammonisce Poletti —. Non un reddito garantito a ogni cittadino, ma uno strumento per la lotta alla povertà», pensato per accompagnare il superamento di una difficoltà momentanea.

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