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«Famiglie, il peggio è passato Il reddito? Ora è più stabile»

In media, il peggio è passato. Ma dietro la media gli anziani sono sempre più ricchi e i giovani sempre più poveri. È la fotografia scattata dalla Banca d’Italia con la consueta indagine sui bilanci delle famiglie. Dopo la forte caduta del reddito familiare, pari al 15% nel periodo 2006-2012, la situazione si sta stabilizzando. Dal 2012 al 2014 il calo è stato di appena 0,2%. E anche per il 2015 le famiglie del campione (8mila) prevedono stabilità.
A fare la forza delle famiglie italiane continua ad essere la ricchezza patrimoniale più che il reddito. Infatti, mentre nel 2014 il reddito familiare netto è stato pari in media a circa 2.500 euro al mese e la metà delle famiglie si collocava sotto i 2.100, la ricchezza media — data dalla somma delle attività immobiliari e finanziarie, al netto delle passività (mutui e altri debiti) — è stata di 218mila euro. L’abitazione di residenza rappresenta la componente principale di questa ricchezza. Ma va tenuto conto del fatto che, spiegano i ricercatori della Banca d’Italia, resta alto il fenomeno della reticenza a dichiarare il proprio patrimonio finanziario. In ogni caso, la ricchezza media ha subito una riduzione in termini reali dell’11% tra il 2012 e il 2014 causata principalmente dal calo del prezzo degli immobili.Nonostante ciò, il 10% delle famiglie più ricche ha un patrimonio medio complessivo di circa 950mila euro e detiene il 44% della ricchezza totale. Il 5% al top possiede in media 1.300.000 euro e il 30% del totale. Invece, il 30% delle famiglie più povere ha 7mila euro in media e rappresenta meno dell’1% della ricchezza.
Il reddito è meno concentrato della ricchezza. Il 10% delle famiglie che guadagnano di più percepisce più di 4.600 euro al mese. Continua ad aumentare la quota di individui a «basso» reddito, in continua ascesa dal 2006. Ha raggiunto nel 2014 il 22,3%. Si considerano in questa condizione gli individui cui corrisponde un reddito «equivalente» (tiene conto del nucleo familiare) inferiore a 800 euro al mese.
Sulle disparità reddituali il bonus da 80 euro incide poco. Primo perché non va ai redditi inferiori a 8mila euro l’anno e secondo perché i requisiti per beneficiarne (reddito tra 8mila e 26 mila euro) sono individuali e non familiari. E così il bonus (talvolta due bonus) è andato soprattutto nelle famiglie con un reddito intermedio. Ma secondo l’indagine ha dato una spinta ai consumi, perché le famiglie dichiarano appunto di averne speso in media il 90%. Infine, l’Italia non è un Paese per giovani. «In termini reali, la ricchezza media delle famiglie con capofamiglia tra i 18 e i 34 anni è meno della metà di quella registrata nel 1995, mentre quella delle famiglie con capofamiglia con almeno 65 anni è aumentata di circa il 60%».

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