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Falso in bilancio, soglie sotto esame

Anche se i giochi non sono ancora fatti è certo che il nuovo falso in bilancio sarà parecchio diverso da quello attuale.
Dopo l’accordo di maggioranza che ha tracciato la strada adesso è il ministero della Giustizia che sta cercando la soluzione a quello che rimane il punto ancora cruciale, la determinazione della platea di imprese cui si potranno applicare sanzioni ridotte.
E già quest’ultima è una delle novità di maggiore rilievo perché appare ormai certo che verrà abbandonata l’attuale area di totale impunibilità, quando la falsificazione si è rivelata, applicando puntuali parametri, a offensività ridotta, per puntare invece su pene diverse e più basse, fino a 3 anni secondo l’ultimo orientamento, per i reati commessi nell’ambito di imprese a ridotta dimensione.
E sulla dimensione si sta attualmente riflettendo dopo che una prima ipotesi centrata sul volume dei ricavi lordi (fino a 600mila euro) è poi apparsa troppo restrittiva. Alla Giustizia si preferirebbe evitare di scrivere dei numeri precisi di fatturato piuttosto che di attivo oppure un mix dei due valori come da proposte emerse nel confronto con il Mef e il Mise. Ma allora bisognerebbe tornare a spostare il baricentro della risposta penale più soft dalla fisionomia della società alle caratteristiche della condotta, un po’ come è già adesso nel Codice civile a garanzia dell’impunità assoluta.
Se, almeno per il momento, su questo punto si naviga a vista, altri sono invece più assestati.
A partire dalla cancellazione della contravvenzione, tuttora prevista nell’ipotesi base dell’articolo 2621 del Codice civile: con la riforma l’unica fattispecie sarà quella del delitto.
Consenso poi, sulla natura del reato che cesserà di prevedere ipotesi di danno con procedibilità a querela, per diventare di solo pericolo e con procedibilità sempre d’ufficio.
In questo modo l’azione penale sarà sempre esercitabile dal pubblico ministero nel segno di una maggiore trasparenza e il numero dei procedimenti avviati che ha subìto secondo tutte le rilevazioni una drastica contrazione tornerà a crescere.
Verrà poi soppresso il cosiddetto falso estimativo, quello che adesso esclude sanzioni quando la falsificazione, è il frutto di uno scostamento delle stime effettuate dai valori corretti in una misura non superiore al 10 per cento.
Quanto alle sanzioni, la previsione è che alla fascia più bassa con pene da 1 a 3 anni, dovrebbero affiancarsene altre 2: una per colpire i casi più gravi nell’ipotesi base con pene fino a 6 anni e un’altra, indirizzata invece a punire i falsi in bilancio commessi nelle società quotate con pene che potrebbero arrivare sino a 8 anni.
Ancora da valutare la portata e la durata delle misure interdittive nei confronti degli autori dei reati, con l’impossibilità di ricoprire incarichi societari di vertici, mentre nei confronti delle società andranno modulate le sanzioni già adesso previste dall’applicazione del decreto 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

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