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Falso in bilancio blindato

Partita a porte chiuse sul falso in bilancio. Il testo, contenente anche norme per il contrasto alla corruzione, sarà composto in Commissione giustizia al senato e comprenderà le modifiche che il governo deciderà di apportare. Le fondamenta, però, sono decise: sarà utilizzato il testo base adottato dalla seconda commissione nelle scorse settimane composto da otto articoli e ancora comprensivo delle vecchie disposizioni in materia di autoriciclaggio (si veda ItaliaOggi dell’8 gennaio 2015).

Una volta che il relatore Nico D’Ascola (Ncd) avrà ricevuto il mandato, quindi, poco spazio sarà lasciato per ulteriori proposte in aula. A stretto giro, di conseguenza, due sono gli aspetti che il governo dovrà formalizzare tramite emendamenti ad hoc. Il primo, relativo a quanto annunciato dal Ministro della giustizia Andrea Orlando alla fine della scorsa settimana (si veda ItaliaOggi del 6 febbraio 2014) quindi, falso in bilancio sempre perseguibile d’ufficio, estensione della punibilità sulla base delle dimensioni dell’impresa e della rilevanza del fatto. Il secondo, relativo all’annosa questione delle soglie di non punibilità. Al momento, infatti, l’unica proposta avanzata dall’esecutivo nel corso dei lavori che si sono svolti nelle settimane precedenti è stata quella contenuta nel ddl sui reati economici depositato e poi momentaneamente accantonato, presso le commissioni affari costituzionali e giustizia del senato. L’impianto normativo in questione prevedeva l’esclusione della punibilità se le falsità o le omissioni avessero determinato una variazione del risultato economico di esercizio, a lordo delle imposte, non superiore al 5% o una variazione del patrimonio netto non superiore all’1%. Proposta che potrà subire delle modifiche ma che difficilmente potrà essere accantonata del tutto data la volontà, più volte espressa da Orlando, di voler differenziare la portata della norma a seconda che vada a colpire una grande azienda o una piccola impresa. I testi, però, si faranno con tutta probabilità ancora attendere.

Ieri, infatti, sono state sconvocate tutte le commissioni di palazzo Madama a causa di impegni politici delle forze di opposizione. L’inizio delle votazioni, quindi, slitterà ancora di una settimana.

Tempo che potrà tornare utile sia al dicastero di via Arenula, sia alle camere per capire come raccordare al meglio altre due colonne portanti della riforma della giustizia: l’impianto normativo per il contrasto alla corruzione, contenuto nella prima parte del testo base adottato dalla Commissione giustizia del senato e il testo sulla riforma della prescrizione al vaglio della seconda commissione della camera.

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