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Falsa partenza su Iva e Imu scongiurato l’aumento del ticket

Due ore di cabina di regia, ma la strada per sciogliere il nodo fiscale post-estivo Imu-Iva resta ancora un cantiere aperto mentre si rilancia la spending review. «Unità d’intenti», «larga condivisione» e soluzione entro il 31 agosto, recita la nota emessa da Palazzo Chigi dopo il vertice al quale hanno preso parte il premier Letta, il vice Alfano, il ministro per l’Economia Saccomanni e i capigruppo della maggioranza. Sul piano ufficiale la soluzione ancora non c’è: la nota ribadisce il «superamento» dell’Imu prima casa con «soluzioni strutturali », concetto già espresso da Letta al momento dell’insediamento del governo; si ripete l’impegno a «evitare l’aumento» del-l’Iva dal 1° ottobre e si fa cenno come aveva fatto il premier a «Ballarò» – alla necessità di individuare coperture (serve 1 miliardo che probabilmente sarà trovato con tagli semi-lineari a Infrastrutture e Ambiente). Conferme anche per l’intenzione del governo di accelerare i pagamenti dei debiti dello Stato verso le imprese. Debuttano tuttavia nell’agenda del governo, nero su bianco – e questa è la novità accolta con favore da Damiano (Pd) – i temi dell’emergenza sociale: ci si impegna ad attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali (le risorse per la cig in deroga sono da lugliodi nuovo al lumicino) e ad affrontare la questione-esodati. Sotto traccia, durante il vertice, si è affrontato anche il tema del rilancio della spending review: si riparte, abbandonando i tagli lineari, e puntando sui costi standard che saranno adottati per Regioni, sanità, Comuni e amministrazioni centrali dello Stato.
Al termine della riunione, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha definito la cabina di regia «un nuovo metodo di lavoro che consolida i rapporti» tra governo e maggioranza. Tuttavia posizioni restano distanti. Gasparri (Pdl) torna minaccioso: «Saccomanni lo sa bene: l’Iva non può aumentare e l’Imu deve sparire». Mentre Speranza (Pd) replica: «Nessuna abolizione dell’Imu prima casa, ma l’imposta sia progressiva».
Intanto si riapre il capitolo sanità con un vertice tra governo e Regioni per la nuova trattativa sul Patto per la Salute. Secondo quanto dichiarato dal presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani, dopo l’incontro, l’aumento dei ticket (pronto soccorso e diagnostica) previsto per il 1° gennaio del 2014 è scongiurato. «C’è la garanzia della copertura dei 2 miliardi per i ticket, ha detto. Il Patto per la salute non era stato rinnovato lo scorso anno da Monti che aveva ridotto per la prima volta il fondo del Servizio sanitario nazionale dai 107 miliardi del 2012 ai 105 miliardi del 2013. «Basta con i tagli», ha dichiarato il ministro della Salute Lorenzin. Ora i due miliardi sarebbero stati assicurati, ripristinando la situazione del 2012 e consentendo alle Regioni di non aumentare i ticket o tagliare i servizi o aumentare le tasse per la cifra in questione.
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