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Fallimento batte concordato

Una volta dichiarato lo stato di decozione tutte le questioni relative all’impresa (se meritava il fallimento o se poteva andare in concordato) devono essere discusse nelle fasi giudiziarie relative al fallimento. La Cassazione, a Sezioni unite, prende posizione su una questione apparentemente solo processuale, ma che tocca il destino di una impresa in crisi.

La sentenza è la n. 9146, depositata il 10 aprile 2017, e si occupa dei rapporti tra giudizio di concordato e giudizio di fallimento: la sintesi è che, una volta arrivata la sentenza di fallimento, non ha più senso proseguire un giudizio su una possibilità alternativa al fallimento.

Dal punto di vista delle imprese, la sentenza significa capire quale sia il proprio destino: fallimento o concordato. E se il concordato non è arrivato al traguardo, bisogna giocarsela tutta in sede di reclamo contro il fallimento. Nel caso specifico i creditori di una società a responsabilità limitata hanno approvato il concordato, ma l’Inps ha presentato il reclamo. Nelle more del procedimento di reclamo, la società è stata dichiarata fallita e contro la dichiarazione di fallimento è stato presentato ricorso. Si è posto, quindi, il problema del rapporto tra giudizio di impugnazione del diniego di ammissione o di omologazione del concordato preventivo e giudizio di impugnazione della dichiarazione di fallimento.

La Cassazione in proposito ha enunciato il seguente principio. La sopravvenuta dichiarazione di fallimento comporta l’inammissibilità delle impugnazioni autonomamente proponibili contro il diniego di omologazione di concordato preventivo e comunque l’improcedibilità del separato giudizio di omologazione in corso perché l’eventuale giudizio di reclamo conto la dichiarazione di fallimento assorbe l’intera controversia relativa alla crisi di impressa, mente il giudicato sul fallimento preclude in ogni caso il concordato.

Nella vicenda, che è stata l’occasione della pronuncia in esame, il concordato della srl è stato omologato. Su reclamo dell’istituto previdenziale la proposta di concordato è stata dichiarata inammissibile dalla corte di appello e il giudizio è proseguito in Cassazione. Nel frattempo è sopravvenuta la dichiarazione di fallimento. Applicando il nuovo principio di diritto, la Cassazione ha stabilito che il giudizio di omologazione del concordato preventivo è divenuto improcedibile, con il conseguente trasferimento della relativa controversia nell’ambito dell’eventuale giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento. La Cassazione spiega che non è certo ipotizzabile che in accoglimento del reclamo del debitore sia dichiarato omologabile un concordato, che è ormai precluso dal sopravvenuto fallimento. Non sarebbe nemmeno possibile la sospensione del giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento in attesa della definizione del giudizio di omologazione, perché le questioni relative all’omologazione sono integralmente assorbite nel giudizio di impugnazione della sentenza di fallimento.

Antonio Ciccia Messina

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