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Fallimento, al via la riforma

Misure finalizzate all’emersione della crisi, incentivazione del concordato preventivo in continuità aziendale, razionalizzazione del sistema dei privilegi, sono alcuni degli obiettivi che dovrà perseguire la commissione delegata alla riforma del diritto fallimentare, costituita in seno al ministero della giustizia, anche a seguito delle raccomandazioni provenienti dal legislatore europeo.

Il concordato preventivo

Uno dei principali obiettivi della riforma sarà quello di potenziare l’istituto del concordato preventivo incentivando in particolare quello destinato alla continuità aziendale poiché ritenuto in assoluto lo strumento diretto alla conservazione dell’impresa ed alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

In proposito, sulla base dell’indagine statistica, da redigere a cura della neo costituita commissione, circa la durata e gli esiti dei procedimenti di concordato preventivo e fallimento degli anni 2010-2014, la stessa è chiamata all’adozione di misure funzionali a favorire una maggiore uniformità degli orientamenti giurisprudenziali sul tema nell’ottica di assicurare certezza del diritto e il supporto più ampio possibile per le esigenze di continuità dell’impresa. In merito al concordato preventivo con continuità l’obiettivo sarà, infatti, quello di unificare i comportamenti giudiziari riguardo alle situazioni in cui lo stesso viene concesso e alla gestione dello stesso anche in riferimento alle disposizioni sui finanziamenti e sui crediti prededucibili.

Gli altri obiettivi del riordino

La complessità e la sovrapposizione degli interventi normativi nell’ambito della gestione e soluzione della crisi d’impresa, secondo il ministero, comportano la solerzia nella predisposizione di un intervento di riordino complessivo che possa anche rendere omogenea la posizione giurisprudenziale non sempre concorde sul tema. In considerazione di ciò la valutazione dell’impatto economico della normativa in commento non potrà prescindere da specifici approfondimenti della disciplina dei privilegi e delle garanzie. Tale riassetto prende anche le mosse dall’influsso dell’imminente approvazione del regolamento CE n. 1346 del 2000 dedicato alle procedure di insolvenza transfrontaliere che fornisce l’opportunità di introdurre una disciplina nazionale ad hoc sull’insolvenza di gruppo. Aspetto caldeggiato dalla commissione, poi, consiste nella predisposizione di misure idonee a incentivare l’emersione della crisi e la necessità di razionalizzare, semplificare e uniformare i procedimenti fallimentari, in linea con la disciplina del processo telematico. Ancora, importanti sono l’accelerazione dei procedimenti liquidatori, la semplificazione e razionalizzazione delle disposizioni per il trattamento dei creditori privilegiati e per la suddivisione dei creditori in classi, nonché la previsione di una disciplina inerente le proposte di piani concorrenti nella procedura di concordato preventivo.

Procedure per la crisi

Infine, ma non da ultimo, la commissione ha il compito di individuare le linee generali di riforma delle procedure del debitore in stato di sovra indebitamento, delle misure volte a consentire al creditore l’apertura della liquidazione, i possibili raccordi con la riforma dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, nonché realizzare la semplificazione e riduzione delle previsioni attinenti i privilegi e l’introduzione di sistemi di garanzie mobiliari non possessorie, come sollecitato a livello internazionale.

La predisposizione delle proposte dovrà concludersi entro il 31 dicembre prossimo.

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