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Fallimenti, accordi agevolati

Accordi di ristrutturazione dei debiti semplificati e agevolati. Omologazioni anche contro il parere del fisco e termini per le iscrizioni delle ipoteche a 180 giorni. Sono queste alcune novità in arrivo per le imprese in tema di ristrutturazioni e fallimenti che confluiranno nel decreto Ristori 4 che oltre alla tregua fiscale di fine anno diventa un vero e proprio salva imprese.

Misure per cercare di evitare o aggravare la crisi di impresa che puo’ innescarsi durante la pandemia e che puo’ essere altrettanto dannosa per il fronte economico. Le disposizioni ,fortemente volute dal viceministro all’economia Laura Castelli, sono alle battute finali e saranno inserite nel decreto legge Ristori 4 che si sta predisponendo in questi giorni e che troverà l’approvazione non appena il parlamento voterà lo scostamento di bilancio da 8 mld di euro che ne costituirà la base economica. «Abbiamo lavorato ad un nuovo pacchetto Salva Imprese», dichiara a ItaliaOggi, Laura Castelli, viceministro dell’economia, «capace, da un lato, di dare più tempo alle imprese per riorganizzarsi e, dall’altro, di semplificare le modalità per accedere ai piani di risanamento e ai concordati. Perché alle misure per la liquidità, che rifinanziamo in Legge di Bilancio, serve accompagnare norme che evitino la chiusura delle imprese».

Il decreto conterrà una ampia tregua fiscale sui versamenti in scadenza a novembre estesa a tutte le imprese a prescindere dalle dimensioni o localizzazione geografica ma che attesteranno un calo del fatturato del 33% su un periodo di sei mesi. Tornando al capitolo della crisi di impresa, su cui stanno lavorando anche i tecnici del ministero della giustizia e quelli dello sviluppo economico, si darà spazio alla possibilità di pagare i crediti maturati successivamente alla proposizione della domanda di concordato in bianco, proseguendo l’attività d’impresa, facendo si che non siano ricompresi tra i crediti concorsuali.

«Nella tutela del creditore», spiega il viceministro Castelli, «allungheremo alcuni termini relativi ai piani di risanamento e concordati. E anticipiamo alcune misure già previste nel codice delle crisi di impresa, che invece avevamo previsto a tutela delle imprese». Per gli accordi di ristrutturazione aziendale, poi, semplificazioni in arrivo: l’accordo avrà efficacia estesa a tutti i crediti, senza differenziazione di categorie, estendendo in questo modo gli accordi raggiunti con il 75% dei creditori anche agli altri dissenzienti. L’altra agevolazione riguarderà l’abbassamento della percentuale dei creditori con cui trovare accordo dal 60% al 30%. Il creditore, potrà, in questo caso alternativamente, proporre la moratoria dei creditori estranei agli accordi, senza richiedere misure protettive temporanee.

Sarà inserita poi la possibilità di allungamento del termine da 4 a 6 mesi per l’attivazione delle procedure concorsuali da parte dell’imprenditore per cui è già stata presentata istanza di fallimento. Più tempo, fino al 31 dicembre 2022, per il piano di risanamento attestato, affinché l’imprenditore possa uscire dall’accordo del concordato in bianco anche con accordi stragiudiziali, con l’attestazione di un professionista.

Ci sarà più tempo anche per la attivazione delle procedure concorsuali, da 4 a sei mesi, per l’imprenditore che ha presentato l’istanza di fallimento.

L’imprenditore, inoltre, potrà continuare a pagare il mutuo del capannone, dopo l’entrata in concordato, se ha capienza di fondi. E l’introduzione, nella legge fallimentare dell’obbligo nei confronti del curatore di ripartire i fondi del debitore, quando essi siano sufficienti.

Si spinge infine verso le procedure alternative con la possibilità, riconosciuta all’imprenditore della prededuzione dei crediti al 75%. Sebbene su questo punto si siano sollevate le perplessità di alcune categorie il governo è aperto a valutazioni. L’obiettivo, insomma, è quello di evitare il blocco dei fallimenti: «Durante il Covid, quindi in piena emergenza, sono sorti problemi di liquidità e la crisi ha danneggiato anche imprese che prima della pandemia erano sane. In questa fase c’è bisogno di accompagnare l’economia» ribadisce la Castelli, «evitando di disperdere le importanti risorse che stiamo impegnando a sostegno delle imprese. Dobbiamo aiutarle a guardare avanti, a programmare il post-Covid, ed a realizzare i loro piani di ripartenza. Queste misure, a sostegno delle imprese, nell’ambito delle procedure concorsuali, muovo soprattutto da questa esigenza».

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