Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Factoring, Italia 4ª al mondo

Il factoring in Italia vale circa 240 miliardi di euro. Questa cifra pone l’Italia ai vertici mondiali per il recupero crediti realizzato da operatori specializzati, visto che cifre superiori si registrano solo in Cina, in Francia e in Gran Bretagna. A mettere insieme i numeri sul factoring in Italia e nel mondo è Assifact, l’Associazione italiana per il factoring, durante l’assemblea nazionale dell’Associazione, andata in scena ieri a Milano. Il volume d’affari registrato nel 2018, come detto, ha raggiunto la cifra di 240 miliardi di euro, in crescita dell’8,32% rispetto al 2017, valore pari circa al 14% del pil nazionale. Il mercato italiano del factoring è terzo in Europa e quarto nel mondo. In crescita i valori anche nel 2019, visto che a gennaio si sono registrati aumenti del 19,32%, a febbraio del 21,73%, a marzo del 15,83% con un volume d’affari cumulativo di 58,580 miliardi nel primo trimestre.«Per le operazioni di finanziamento attraverso il factoring», ha sottolineato il presidente di Assifact Fausto Galmarini, «la qualità del credito è rimasta alta: l’incidenza delle esposizioni deteriorate sul totale di è ridotta del 5,23%, rispetto al 10,24 degli impieghi bancari, mentre le sofferenze rappresentano soltanto il 2,25% contro il 5,6% medio dell’attività bancaria».

L’attività ha un importante sviluppo in Italia visti anche i ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione, con valori più gravi della media europea. Grazie al factoring, infatti, aziende in difficoltà di liquidità possono trasferire alcuni crediti in proprio possesso ad intermediari specializzati, che previo il pagamento di una percentuale provvedono a saldare il conto dei crediti. La società in questione, chiamata factor, oltre a rimborsare i crediti, fornisce una serie di servizi connessi, per esempio l’amministrazione, la riscossione o il recupero del credito stesso, ed eroga un’anticipazione finanziaria rispetto alla sua naturale scadenza.

La cessione dei crediti può avvenire in due forme: pro soluto, in cui il rischio di insolvenza del debitore trasferito alla società di factoring, o pro solvendo, (inteso come «salvo buon fine»), in cui il soggetto che cede il credito rimane coinvolto in caso di mancato incasso da parte del factor. Il pagamento del servizio di factoring è basato su una commissione e, se previsto un anticipo dei crediti, su interessi calcolati in base alle condizioni di mercato. Per studiare le soluzioni più interessati del panorama internazionale sul tema, Assifact ha lanciato ieri l’Osservatorio «trend ed evoluzioni dell’invoice fintech a livello globale», che sarà sviluppato con il supporto di Accenture.

Michele Damiani

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Per gli immobili concessi in leasing l'Imu è dovuta dal locatario anche a seguito della risoluzione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Europa spinge l’acceleratore sulla digitalizzazione della costituzione delle società come ele...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Procedura online per la costituzione di srl in alternativa alla metodologia standard attuale. La dir...

Oggi sulla stampa