Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Facebook, via alla class action in 4 Paesi per lo scandalo dati

Una class action contro Facebook in 4 Paesi. La notizia dell’iniziativa dell’associazione Altroconsumo – in partnership con le organizzazioni di Belgio, Spagna e Portogallo– arriva nel giorno in cui dopo Usa e Ue anche la Russia chiede l’intervento di Mark Zuckerberg in una futura sessione plenaria del senato dedicata alla privacy.
«Emetterò un ordine. Cercheremo di organizzare il suo arrivo», ha detto la portavoce Valentina Matvienko in risposta alla proposta di un senatore di convocare il fondatore di Facebook. Il social nel Paese è in qualche modo sotto pressione da rapporti che si sono fatti tesi con le autorità. È ancora pendente, infatti, la richiesta al colosso di Menlo Park di rispettare una legge del 2015 che obbliga le società a conservare i dati personali degli utenti russi in server fisicamente posizionati in territorio russo. E sul tema è meglio non scegliere alla leggera, visto che Linkedin, per esempio, ha pagato con la messa al bando il non adeguarsi alle regole imposte dal Cremlino.
Più che sopirsi sembra così espandersi l’eco dello scandalo Cambridge Analytica con i profili di 87 milioni di utenti violati a seguito dell’uso distorto di informazioni da parte della società di marketing politico. Dopo essere stato sentito dal Congresso Usa ad aprile ed essersi scusato per «gli errori commessi» anche davanti al Parlamento Ue, Zuckerberg potrebbe dunque comparire davanti al Senato russo. Oltre che sul caso Cambridge Analytica, a Bruxelles e negli Usa il ceo di Facebook – il cui titolo ha recuperato ormai quanto bruciato nei mesi scorsi– è stato ascoltato su tutto ciò che riguarda la piattaforma social e la protezione dei dati sensibili dei suoi utenti, ma anche sulle interferenze russe nelle presidenziali Usa del 2016 attraverso “fake news” pubblicate sui social network.
Per quanto riguarda l’azione collettiva risarcitoria lanciata in Italia, oltre che in Belgio, Spagna e Portogallo, la richiesta al giudice è di almeno 200 euro per ciascuno degli utenti del social network. La class action, spiega una nota di Altroconsumo, «poggia le basi sulle contestazioni mosse dalle organizzazioni di consumatori e confermate dall’Antitrust italiana con l’apertura del procedimento per pratiche commerciali scorrette». Tutti gli utenti Facebook quindi – non solo gli 87 milioni di profili coinvolti nel caso Cambridge Analytica – potranno essere destinatari del risarcimento richiesto perché, si legge in una nota, sono «vittime di un continuo e massivo uso improprio dei dati da parte del social network o di altre app che operano sulla piattaforma». Con la raccolta di grandi volumi di dati e la loro condivisione con parti terze «senza che l’utente avesse dato il consenso in modo pienamente consapevole, Facebook ha violato sia la normativa sulla protezione dei dati, sia la fondamentale legislazione sui consumatori, traendone indebiti e ingentissimi guadagni».
L’atto di citazione sarà depositato a breve presso il Tribunale di Milano e sarà comunque il giudice «a valutare il danno e calcolare l’importo finale del risarcimento che comunque gli esperti dell’organizzazione hanno già valutato essere almeno di 200 euro per consumatore sul social network, sommando il valore economico prodotto dall’utilizzo dei dati, più il danno morale».

Andrea Biondi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa