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Facebook teme un calo degli utenti

C’è una voce maliziosa che serpeggia da Bruxelles a Menlo Park, ed è quella relativa alla tempistica con la quale è emerso lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook. Il fatto che il datagate, noto dal 2015, sia esploso a poche settimane dall’entrata in vigore del Gdpr, fa storcere il naso a qualche analista. Ma siamo nel campo delle supposizioni, nient’altro. Quello che dice la cronaca, invece, è che Facebook sta spingendo molto sul nuovo regolamento europeo sulla privacy, lasciando trasparire più di qualche incertezza. Mark Zuckerberg, infatti, ha prima sostenuto di voler applicare il regolamento europeo non solo agli utenti europei ma a quelli di tutto il mondo, salvo poi fare una clamorosa retromarcia con lo spostamento di oltre 1,5 miliardi di utenti dai datacenter irlandesi per escluderli dal Gdpr.
Nella giornata di ieri, il colosso di Menlo Park ha attivato una campagna pubblicitaria sui quotidiani per spiegare ogni cambiamento: «Il nuovo regolamento europeo garantirà una migliore protezione dei tuoi dati» è il messaggio lanciato dal social di Zuckerberg, spiegando agli utenti alcuni passaggi chiave: «Ti verrà chiesto di rivedere le modalità con le quali possiamo utilizzare i tuoi dati personali. Potrai inoltre accedere, scaricare ed eliminare i tuoi dati in qualsiasi momento». Sulla piattaforma business (quella dedicata ai gestori delle pagine con molti fan) è inoltre comparsa una serie di informazioni attinente ai cambiamenti in corso in fatto di campagne pubblicitarie.
Il nuovo regolamento, tuttavia, infonde più di qualche preoccupazione in casa Facebook. David Wehner, il Cfo del social network di Mark Zuckerberg, nelle ultime ore ha spiegato di ritenere possibile che «gli utenti attivi mensilmente o quotidianamente possano rimanere stabili se non addirittura calare nel prossimo trimestre, questo a causa dell’entrata in vigore del Gdpr». Secondo Wehner, considerato che occorrerà condurre le persone attraverso nuove modalità di consenso dei dati, «ci aspettiamo un impatto sugli utenti attivi di crescita stagnante o negativa». Il Gdpr farà dunque male a Facebook? Difficile dirlo. Per ora, a guardare i conti dell’ultima trimestrale che ha portato cinque miliardi di utili andando ben oltre le stime degli analisti, pare che il colosso californiano sia indenne a tutto. Anche a uno scandalo come quello che ha coinvolto i dati di 87 milioni di utenti.

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