Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Facebook sanzionata per i link ospitati sulla piattaforma

Un punto a segno per Mediaset nella partita sulla tutela del diritto d’autore online. Il tribunale di Roma, con la sentenza n. 3512, depositata il 15 febbraio, ha infatti riconosciuto (Mediaset sottolinea che è la prima volta) l’illiceità della condotta di Facebook che, sulla propria piattaforma, ospitava link non autorizzati a danno del copyright. Nel 2012, infatti, utenti anonimi avevano aperto una pagina Facebook dedicata a un cartoon trasmesso da Italia Uno, «Kilari». Alcuni link della pagina conducevano da un lato a contenuti tutelati da diritto d’autore illecitamente caricati su Youtube, dall’altro a pesanti insulti e commenti denigratori indirizzati all’interprete della sigla della serie animata. Nonostante numerose diffide, Facebook ha scelto negli anni di non rimuovere i contenuti e i link incriminati, aprendo così la strada alla causa.
La sentenza ricostruisce il quadro normativo, soprattutto in chiave europea, di riferimento, mettendo in evidenza come la regola di base prevede che gli internet service provider non sono responsabili delle informazioni trattate e delle operazioni compiute dagli utenti del servizio. Infatti la normativa comunitaria – il riferimento è alla direttiva 200/31/Ce – esclude espressamente un obbligo di monitoraggio preventivo e generalizzato, come pure un vincolo generale di ricerca di fatti e circostanze che indicano la presenza di attività illecite.
Con riferimento poi, in particolare, all’attività di hosting, all’interno della quale deve essere ricondotto il caso discusso, la responsabilità del provider deve essere esclusa (articolo 16 comma 1 del decreto legislativo n. 70 del 2003) a condizione che lo stesso «non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l’attvità o l’informaizone è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illiceità dell’attività o dell’informazione». Esenzione che è poi stabilita anche quando il provider, messo a conoscenza dei fatti, agisce immediatamente per rimuovere i contenuti “incriminati” impedendone anche l’accesso.
Un soluzione che la sentenza considera «giusto punto di equilibrio» tra i vari diritti protetti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: quello d’autore, quello d’impresa, quello di ricevere o comunicare informazioni.
Ora, nella ricostruzione dei giudici della Sezione specializzata in diritto d’impresa, a venire valorizzate sono state le diverse lettere di diffida che da Mediaset erano state inviate a Facebook nel corso del 2010. Lettere che, a differenza di quanto sostenuta dalla difesa Facebook, erano invece sufficientemente circostanziate, sin dalla prima comunicazione che non soltanto forniva informazioni specifiche sui contenuti illeciti, ma conteneva anche l’indicazione dell’Url relativo alla pagina web di apertura del profilo Facebook, pagina attraverso la quale era possibile vedere alcuni contenuti della serie televisiva.

Giovanni Negri

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa