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Facebook, il continente più giovane

MILANO — Il Continente ha raggiunto il miliardo. E il Re ha gongolato: «Celebrare il raggiungimento di un miliardo di persone mi riempie di gioia. È un momento per onorare le persone a cui offriamo il nostro servizio». Il Continente è Facebook. Il Re, Mark Zuckerberg. La data esatta del giro di boa il 14 settembre scorso, 12.45 Pacific time, cioè orario di San Francisco. Certo, c’è il problema degli account fake, cioè falsi. Impossibile quantificarli e dire se valgano lo 0,1, l’1 o il 10%. Presumibilmente non lo sa nemmeno il Re. Non è un’impresa da quattro soldi controllare un territorio così vasto e chissà se Zuckerberg ha in mente la storia romana del divide et impera. Ma il raggiungimento del numero tondo ha, in ogni caso, un valore simbolico: è quella che un analista finanziario chiamerebbe tecnicamente punto di resistenza o più banalmente soglia emotiva. Raggiunta peraltro con una progressione virale: la precedente soglia, quella dei 500 milioni, era stata raggiunta nel luglio del 2010. In «contanti» fa mezzo miliardo di utenti-mondo in poco più di 2 anni. E poi c’è da tenere conto che adesso Facebook è quotata al listino di New York anche se, finanziariamente parlando, è «depressa». È un po’ come se gli utenti fossero le immatricolazioni per i costruttori di automobili anche se ai pubblicitari interessano più i minuti passati effettivamente su Facebook e i click. E, in effetti, ieri la notizia del miliardo ha lasciato del tutto indifferenti gli azionisti che tra acquistare e vendere sono rimasti indecisi tutto il giorno. Insomma, nessuna spinta emotiva.
Ma il raggiungimento della pietra miliare del miliardo è anche la scusa per studiare un po’ il profilo medio dell’utente. «Settembre segna un cambiamento nella composizione della popolazione italiana di Facebook. Per la prima volta gli italiani della fascia 36-45 anni superano i 19-24enni. Segno che l’ambiente sociale non è più dominio dei giovanissimi» spiega Vincenzo Cosenza, responsabile di Blogmeter e curatore dell’Osservatorio social media su vincos.it.
Il Continente dunque cresce e pur restando il più giovane in assoluto, «invecchia»: l’età media considerando il miliardo di persone — che si collegano «almeno» una volta al mese e che finora hanno condiviso il like 1,13 trilioni di volte, hanno postato 219 miliardi di foto e hanno dato vita a una ragnatela di 140,3 miliardi di connessioni di “amicizia” — è 22 anni. Nel 2006 era 19.
La cosa curiosa è che parliamo degli utenti di Facebook come fossero sul serio cittadini di un altro continente. E invece siamo noi. E vale la pena sottolineare che per una volta proprio noi italiani non siamo in fondo alla classifica, con l’Italia eterna «Cenerentola»: con 22,484 milioni di utenti (dati non ufficiali) siamo all’11esimo posto delle nazioni con più utenti.
Resta da svelare il numero che, a conti fatti, ha causato il crollo dell’azione dai 38 euro della quotazione e dai 45 dei massimi agli attuali 21 e rotti: «Seicento milioni di persone usano Facebook su piattaforme mobili almeno una volta al mese». Ciò che conta ormai è l’accesso da tablet e smartphone, in mobilità. Non è un caso che lo stesso Zuckerberg, all’ultimo TechCrunch di San Francisco, avesse scherzato raccontando di avere presentato la documentazione per la quotazione dallo smartphone. Sa che la prossima mossa da Re sarà proclamare: miei sudditi, tutti sul mobile. Ma a giudicare dal «post» di ieri, denso di retorica, al delfino Zuckerberg per ora manca la dialettica del suo maestro scomparso, Steve Jobs. E per muovere un esercito di un miliardo di persone un solo Re non basta.

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