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Facebook, attacco bipartisan in Senato sul progetto Libra

«Gli Stati Uniti devono guidare il mondo delle criptovalute prima che lo facciano altri». David Marcus lancia un segnale patriottico nel segno dell’America First, per illustrare alla Commissione bancaria del Senato il progetto Libra. La nuova moneta digitale che Facebook si prepara a lanciare nel 2020.

Marcus è il top manager alla guida di Calibra, controllata del gruppo di Mark Zuckerberg che segue Libra. Americano di origini francesi, 46 anni, è uno dei maggiori esperti di pagamenti elettronici e criptovalute. Dal 2012 al 2014 è stato presidente di PayPal. Dal 2017 siede nel board of directors di Coinbase, la “borsa” delle criptovalute.

Ai senatori ha portato un messaggio di ottimismo ma è stato «grigliato a puntino», come hanno scritto alcuni commentatori: «Libra non vuole sostituire le monete nazionali. Non verrà lanciata fino a quando non otterrà tutte le autorizzazioni dalle autorità regolamentari. Siamo aperti ad apportare tutte le modifiche che saranno necessarie», ha detto. Ma è stato accolto con una freddezza bipartisan dai senatori, preoccupati dai potenziali usi criminali della criptovaluta, dalla privacy e dall’impatto che la nuova moneta digitale può avere sul sistema finanziario. Facebook con Instagram, WhatsApp e Messenger può contare su 2,7 miliardi di utenti.

Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha definito «un problema di sicurezza nazionale» il potenziale utilizzo criminale delle monete digitali, che sfuggono ai controlli delle banche centrali. La scorsa settimana il governatore della Fed Jerome Powell al Congresso ha espresso «profonde preoccupazioni» sulle questioni aperte dalla moneta di Facebook. Donald Trump ha bocciato senza appello in due tweet le criptovalute e il progetto Libra definito «poco affidabile». Se Facebook e le altre vogliono fare le banche «devono ottenere le stesse autorizzazioni delle banche», ha detto.

Il consorzio Libra, ha assicurato il manager, «sosterrà e monitorerà gli sforzi contro i crimini finanziari come il riciclaggio di denaro o il finanziamento di gruppi terroristici attraverso un rafforzamento delle legislazioni e fornendo alle forze di polizia l’accesso alle attività sulla piattaforma».

«La privacy sulla piattaforma Libra sarà simile alle blockchain esistenti. Le transazioni mostreranno solo gli indirizzi pubblici del mittente e del destinatario, l’importo della transazione e il timestamp», ha spiegato. «Le informazioni finanziarie di Libra non saranno condivise in nessun caso con Facebook».

Critico il senatore più anziano dei democratici in commissione, Sherrod Brown: «Facebook ha dimostrato con gli scandali degli ultimi anni che non merita la nostra fiducia. Saremmo pazzi a permetterle di fare esperimenti con i conti bancari della gente». Scettico anche il presidente della commissione, il repubblicano Mike Crapo, preoccupato dalla eccessiva influenza di Facebook e dalla quantità di informazioni che la società controlla.

La scelta di Ginevra per ospitare la sede del consorzio Libra è stata dettata dal fatto che «la Svizzera è un centro finanziario internazionale riconosciuto».

Riccardo Barlaam

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