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Facebook «apre» alla blockchain

Una riorganizzazione per rafforzare le responsabilità nel gruppo scosso dagli scandali sulla violazione della privacy e di dati. Oppure un semplice giro di valzer delle poltrone ai vertici, che lascia ancora senza risposta gli interrogativi sul futuro di colossi di Internet. Facebook ha fatto scattare nelle ultime ore il più drastico rimpasto delle attività e del management nei suoi quindici anni di storia dell’azienda, dando vita a tre divisioni tra le quali una battezzata «Family of apps» e guidata dal Chief product Officer Chris Cox che comprende, oltre all’omonimo e cruciale social network, anche altri «marchi» di successo del calibro di WhatsApp, Messanger e Instagram. Assieme, questi servizi rivendicano oltre cinque miliardi di utenti mensili. La app Facebook, finora gestita proprio da Cox, assieme a WhatsApp e Messanger hanno inoltre visto l’arrivo di nuovi responsabili diretti.
La riorganizzazione non si ferma qui. Prevede una nuova scommessa sulle frontiere hi-tech: crea un team apposito per lavorare su blockchain, la tecnologia alle spalle delle controverse criptovalute. È in realtà una tecnologia risparmiata dalle dure polemiche sul boom di divise digitali quali Bitcoin, apostrofata come «veleno per topi al quadrato» da Warren Buffett ma adocchiata con favore da banche ed exchange. Adesso blockchain diventerà pilastro di un’altra divisione di Facebook, la New Platform and Infra, capitanata dal Chief technology officer Mike Schroepfer che sotto di sé avrà un portafoglio allargato a realtà aumentata e virtuale e all’intelligenza artificiale. Su blockchain – che può essere utilizzata per usi anche ben diversi dalle crypto-currencies quali il sicuro e criptato storage di informazioni – sarà impegnata una speciale squadra agli ordini di David Marcus, prelevato dal comando di Messanger ed ex PayPal.
La terza neo-divisione dentro Facebook sarà chiamata Central product services e verrà posta nella mani di Javier Olivan, attuale vicedirettore per la crescita. Il suo dominio sarà composto da cosiddette features condivise, vale a dire utilizzate nell’ambito di molteplici prodotti o app quali la pubblicità, la sicurezza cibernetica e in generale le strategie di espansione.
La svolta del colosso di Mark Zuckerberg, annunciata in un documento interno rivolto ai dipendenti riportato dal sito Recode, non prevede tuttavia partenze eccellenti, piuttosto promozioni e spostamenti di incarichi. Parte dell’obiettivo appare però ambizioso: dare segnali indubbi di una nuova assunzione di responsabilità in risposta allo scandalo di Cambridge Analytica e alle infiltrazioni di fake news originate dalla Russia esplose durante e dopo le passate elezioni. Scandali che hanno esposto la carenza di controlli sui contenuti e sull’abuso di dati personali prelevati dal social network, mettendo in discussione l’intero modello di business nonostante i continui successi nella performance finanziaria.
La scommessa è che una nuova struttura dirigenziale possa migliorare la comunicazione all’interno del gruppo e facilitare il superamento di vecchie e nuove crisi.

Marco Valsania

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