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Fabio Panetta (Bankitalia): «Opportunità per l’economia»

Le Fintech? «Rappresentano un’opportunità per l’intera economia». A dirlo è il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Che ieri, in occasione dell’inaugurazione del Fintech District di Milano («una straordinaria opportunità per consolidare la collaborazione tra Fintech e operatori tradizionali nell’era digitale»), ha messo in luce tutti i benefici che possono arrivare da un settore in grande fermento. Le Fintech, dice Panetta, sono un’opportunità «per i consumatori», i quali potranno «ottenere servizi di alta qualità a basso costo». Lo sono per le imprese, soprattutto quelle di minore dimensione, che possono «più facilmente accedere a una più vasta gamma di fonti di finanziamento». Ma infine l’opportunità c’è anche per gli stessi intermediari tradizionali, che attraverso il ricorso alla tecnologia possono «accrescere la propria efficienza e offrire servizi finanziari digitali innovativi».
Insomma, se è vero che più soggetti in campo mettono a rischio l’esistenza degli operatori tradizionali e lo sviluppo di importanti segmenti del sistema finanziario, è anche vero che il futuro assetto del settore dei servizi creditizi e finanziari dipenderà dalle «forze di mercato e dalle preferenze dei consumatori», ma anche dalla «capacità degli intermediari finanziari di selezionare gli investimenti migliori».
Non solo. Per Panetta, le imprese Fintech contribuiscono «allo sviluppo del credito non bancario, colmando così una grave lacuna del nostro mercato dei capitali», visto che offrono servizi di finanziamento, di pagamento, di investimento e consulenza «ad alta intensità tecnologica e a prezzi competitivi».
In un quadro in costante e rapida evoluzione, rimane tuttavia l’incognita della vigilanza e del controllo di questi nuovi soggetti. Un tema su cui la stessa Bce si è concentrata (si veda articolo a lato) e su cui anche la stessa Banca d’Italia è in movimento. «La Banca d’Italia si confronta da tempo con questi cambiamenti», spiega Panetta, che siede peraltro nel board del Single Supervisory Mechanism. Sul tavolo di Palazzo Koch ci sono sono «progetti innovativi presentati da banche e altri operatori del settore creditizio e dei pagamenti». Via Nazionale ha inserito il tema del Fintech nel suo Piano Strategico 2017-19 . Non solo. Nei prossimi giorni verrà dato avvio a un “Canale Fintech”, con l’obiettivo di rafforzare il confronto con gli operatori di mercato.
Il tema del Fintech e della tecnologia si intreccia a quello dello stato di salute delle banche tradizionali. Un settore il cui grado di capitalizzazione «è in miglioramento», nota Panetta, grazie alla «ripresa congiunturale e agli interventi effettuati». I prestiti deteriorati si stanno riducendo «a ritmi che solo pochi mesi fa alcuni ritenevano irraggiungibili». La sfida tuttavia che si pone ora di fronte alle banche è quella su cui la vigilanza europea sta accendendo il faro da tempo, ovvero quella della redditività che deve tornare «su livelli soddisfacenti». Il compito non è facile perché «il ricorso alla tecnologia potrà ridurre i costi e migliorare la qualità dei servizi» ma al tempo stesso la tecnologia «abbatte le tradizionali barriere all’ingresso nei mercati del credito e dei servizi finanziari» soffocando però i margini di profitto. Insomma, l’effetto finale è difficile da stimare, ma in ogni caso le banche dovranno effettuare investimenti ingenti in tecnologia per sopravvivere.

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