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EY, in Italia la crescita più elevata

L’Italia è cresciuta più di altri mercati nel bilancio dell’esercizio fiscale 2015 del gruppo EY. Se, infatti, a livello globale il fatturato è salito dell’11,6% a 28,7 miliardi di dollari, la divisione italiana ha registrato un incremento del 14,4%, a 525 milioni di euro.
«Stiamo crescendo di più della media del settore in Italia. Siamo riusciti ad innovare di più e lavoriamo su tipologie di servizi molto avanzati per il nostro mercato. Inoltre in un Paese, che riprende fiducia nel proprio futuro, si investe di più» commenta Donato Iacovone, ceo di EY Italia e managing partner dell’area mediterranea, che aggiunge inoltre: «L’Italia è uno dei paesi, tra i mercati maturi, in cui il network ha registrato le migliori performance a livello globale. Un risultato importante che ci dimostra che la scelta di investire sullo sviluppo, sulle tecnologie e sulla formazione delle nostre persone è stata vincente ed ottenuto anche grazie al costante impegno delle nostre persone».
A livello globale, oltre alla crescita dei mercati maturi guidata dagli Stati Uniti che hanno registrato un incremento del 12,5% (11,2 miliardi di dollari) anche i paesi emergenti hanno contribuito ai risultati del gruppo. L’India in particolare ha trainato questa crescita con un incremento del 19,7%. Più in generale, i ricavi sono aumentati in tutte e quattro le aree geografiche di EY: Americhe (+12,3%); Europa, Medio Oriente, India e Africa (+11,6%); Asia-Pacifico (+11,2%) e Giappone (+4,6%).
L’Italia ha confermato il trend positivo degli ultimi anni. A livello locale tutte le linee di servizio sono cresciute: advisory + 28,9%, assurance +7%, transaction advisory services +15,8% e tax +12,5%. «Nonostante una ripresa globale non uniforme e un’economia con gravi debolezze e incertezze, c’è tuttavia nelle imprese più fiducia nel futuro» spiega Iacovone, continuando: «La vera spinta all’economia del Paese può venire dallo sviluppo del digitale. Questione complessa da affrontare, ma che avrebbe bisogno che si passasse dai fatti alle parole sia per quel che riguarda l’amministrazione pubblica sia per il settore privato. Questo ci porterebbe ad avere crescite del Pil superiori allo 0,7% previsto per l’Italia dall’Ocse per il 2015».
In questa direzione EY investe e lo fa soprattutto in capitale umano. «I nostri investimenti sono in risorse umane e nella crescita dei dipendenti, ad esempio offrendo loro esperienze fuori dall’Italia. Inoltre facciamo continuamente scouting sul mercato per acquisire piccole boutique che integriamo nel nostro gruppo e a cui diamo le risorse per svilupparsi. Infine l’innovazione anche nel nostro settore si svilupperà con le start up, quindi investiamo con le università e con alcuni nostri clienti in questa direzione valorizzando i giovani» spiega il ceo di EY Italia.
L’organico globale di EY ha toccato, nell’esercizio appena chiuso, il numero di 212.000 persone – il più alto di sempre. Anche il numero di Partner è il più alto dal 2008,sono 753 le persone promosse a Partner, tra queste il 33% proviene dai mercati emergenti e il 31% è costituito da donne. In Italia sono stati circa 1.200 i nuovi ingressi in EY (di cui oltre 400 come stage), raggiungendo un totale di oltre 4.300 unità. Sono stati,inoltre, nominati 14 nuovi partner. Nel corso del nuovo anno fiscale, EY Italia ha, poi, l’obiettivo di rafforzarsi ulteriormente con l’ingresso di mille nuove risorse.

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