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Export trainato dalla Cina Ai massimi da sei anni

Le imprese italiane sono più competitive e vendono meglio all’estero. Un rafforzamento, evidenziato dal presidente Istat, Giorgio Alleva, che si riflette in termini positivi sulla capacità di competere nei mercati internazionali da parte delle aziende made in Italy. A certificare il trend sono gli ultimi dati dell’Istituto di statistica relativi alle esportazioni del mese di marzo. Il balzo rispetto al mese precedente è del 4%, mentre su base tendenziale l’aumento dell’export segna un +14,5% rispetto al 2016. Un picco che non si vedeva da oltre cinque anni. Nell’agosto del 2011 il dato tendenziale aveva infatti segnato un +15,2%. In dettaglio, a trainare l’incremento del mese di marzo è l’aumento delle vendite di beni strumentali (+8,3%) e dei beni di consumo non durevoli (+3,1%).

Vale ricordare che la performance delle esportazioni italiane si inserisce in un contesto internazionale contrassegnato da innumerevoli incertezze e da un euro tuttora forte. Tornando ai dati, l’Istituto presieduto da Alleva segnala che il saldo commerciale nel mese di marzo risulta positivo di 5,4 miliardi di euro, a fronte dei 5,2 miliardi di un anno prima. Una tendenza che porta il surplus del primo trimestre 2017 a quota 6,7 miliardi, dato che al netto dei prodotti energetici segnerebbe un avanzo di 15,6 miliardi.

Il cambio di passo dell’export di marzo beneficia della crescita del 6,5% su base congiunturale delle vendite verso i mercati fuori dall’area Ue, e in misura minore anche dell’incremento dei flussi verso i Paesi del Vecchio Continente (+2,1%). La tendenza si inserisce in un quadro che vede nel primo trimestre l’export crescere complessivamente del 3%, rispetto ai tre mesi precedenti. Anche in questo caso il contributo maggiore proviene dalle esportazioni dirette ai Paesi non appartenenti all’Unione Europea (+4,7%). Tra le cifre certificate dall’Istat spiccano le operazioni commerciali verso l’ex Celeste impero, l’export diretto in Cina a marzo cresce infatti del 32,3% (una fetta importante è costituita da autoveicoli). Un dato di poco inferiore all’incremento tendenziale del 31,1% evidenziato dai Paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (Asean). Ma le vendite italiane nel mese di marzo sono cresciute a doppia cifra, rispetto ad un anno prima, anche in Paesi come Romania (+25,2%) e Spagna (+23,4%). Analizzando il dettaglio dei prodotti esportati il contributo maggiore è stato determinato dai prodotti energetici, capaci di segnare una crescita del 47,5% rispetto al marzo del 2016. A seguire i beni intermedi o semi lavorati in aumento del 15,7% e dei beni di consumo (+14,1%). Oltre agli autoveicoli, agli articoli farmaceutici e chimico medicinali a trainare la crescita delle esportazioni è anche l’export del comparto agroalimentare, che nei primi tre mesi del 2017 è aumentato dell’8%, sfiorando il valore di 10 miliardi. L’Istat certifica anche un aumento delle importazioni, segnalando la crescita del 3,3% nel primo trimestre. Un incremento rilevante riguarda il greggio e i prodotti petroliferi raffinati.

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