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Expo, risorse ancora in bilico

Se il governo non manterrà la promessa più volte data di stanziare i finanziamenti necessari a ricapitalizzare la società Expo spa, «non sarà la Regione a farsene carico: dovrà metterli eventualmente la Città Metropolitana che, per legge, subentrerà alla Provincia di Milano». Il presidente della Lombardia Roberto Maroni non usa giri di parole: a meno di otto mesi dall’avvio dell’Esposizione Universale i nodi da sciogliere restano molti, ma sul fronte delle risorse la priorità è ora trovare quei 60 milioni che la Provincia di Milano, in via di abolizione, non è intenzionata a stanziare, come ha ribadito ancora ieri l’attuale inquilino di Palazzo Isimbardi, Guido Podestà. Un provvedimento del governo era auspicato nel decreto Sblocca Italia, ma le attese sono state deluse. E non è stata l’unica delusione, per la Lombardia: «La nostra regione vale un quarto del Pil italiano. Dallo Sblocca Italia mi aspettavo almeno un miliardo di euro e invece sono arrivati solo 200 milioni. Mi auguro che in sede di conversione, il Parlamento si ravveda», ha aggiunto Maroni a margine della firma della convenzione attuativa per il subentro della Regione alle Province di Milano e Monza e Brianza nelle azioni di Asam, la holding che detiene fra le altre il 53% delle quote della società autostradale Serravalle, che a sua volta controlla (con il 75% delle quote) la Pedemontana, opera ritenuta fondamentale per Expo ma che non sarà terminata per tempo.
Il trasferimento delle partecipazioni Asam (oltre alla Serravalle, Brebemi e Tem) consente per Maroni, di aprire una fase nuova: «Da oggi la Regione Lombardia diventa protagonista nel del processo di riorganizzazione del sistema infrastrutturale, partendo dalle numerose società, pubbliche, private e miste». Secondo quanto previsto dalla legge «Svuota Province» dello scorso aprile, Finlombarda (la finanziaria regionale) diventa proprietaria a titolo gratuito delle quote e delle partecipate di Asam, da restituire alla Città metropolitana di Milano e alla Provincia di Monza e Brianza (o all’ente che la sostituirà) il 31 dicembre del 2016, allo stesso valore a cui li riceve: valore che sarà oggetto di una apposita perizia del Tribunale di Milano nelle prossime settimane e sul quale saranno calcolate eventuali plusvalenze e minusvalenze maturate. Il decreto attuativo pubblicato in agosto consente di definire una convenzione per stabilire come gestire queste azioni e queste società. Finlombarda potrà dunque elaborare un piano strategico finalizzato, attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati (tra cui Fei, Bei e Cdp) e ogni azione ritenuta vantaggiosa (compresa l’eventuale cessione di parte delle partecipazioni considerate non strategiche), a sostenere il compimento delle opere infrastrutturali.
Prima fra tutte la Pedemontana, un’opera lunga 67 km e del valore di 5 miliardi, ben lontana dal compimento per Expo 2015, sebbene la convenzione firmata ieri sia un ulteriore passo (dopo la defiscalizzazione ottenuta dal Cipe a fine luglio) per garantire la prosecuzione dei cantieri. Cantieri che, in vista dell’Esposizione continuano a pieno ritmo sul sito di Expo, dove domani prenderanno il via i lavori per la costruzione del padiglione cinese. Restano tuttavia alcune incognite sui cantieri, nonostante l’ottimismo manifestato ieri dal Commissario Unico Giuseppe Sala in occasione della firma del Sultanato del Brunei per la sua partecipazione all’interno dei padiglioni «cluster». Non ultima, la questione della gara per i servizi di ristorazione e bar, andata deserta per due volte. Proprio ieri Sala ha fatto sapere di aver scritto al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, per comunicargli l’intenzione «di procedere attraverso contatti diretti con chi è sempre stato interessato». L’eventualità di un affidamento diretto sarà oggetto dell’incontro previsto tra Sala e Cantone l’11 o il 12 settembre, assieme a tutti gli altri tasselli mancanti del puzzle Expo. Tra questi, il destino dell’Albero della vita all’interno del Padiglione Italia, per il quale il magistrato ritiene necessario un bando di gara. All’esame del magistrato ci sono poi il ruolo di Italferr nella gestione dei cantieri al posto di Infrastrutture Lombarde e il ruolo di Fiera spa nella gestione dei servizi. Ma la vera scommessa dei prossimi mesi, ha detto Sala, è preparare l’ingresso dei Paesi ospiti e su questo punto ha un ruolo importante il protocollo per la legalità, «che ha grande utilità ma rallenta i tempi. Alcuni Paesi, come Germania, Svizzera e Francia, hanno confermato l’adesione al protocollo, ma ci hanno chiesto di semplificare le procedure, manifestando la necessità di accelerare i tempi di ingresso».

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