Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Expo, parti sociali da Giovannini

Il ministro Enrico Giovannini è convinto che una «soluzione di equilibrio» alla fine si troverà. Sui contratti a termine, in particolare, ovvero su quella parte di «flessibilità buona», per usare un’espressione in auge ai tempi della legge 92, che dovrebbe essere allargata in vista dell’Expo 2015, stando alle richieste del fronte imprenditoriale. Ma anche sugli emendamenti in arrivo al Dl 76 – sono oltre 400 – per i quali oggi inizia la discussione generale in Commissione Lavoro al Senato, mentre la Bilancio valuterà le coperture del decreto. Questa mattina al tavolo con le parti sociali il ministro ascolterà le proposte di correzione e confermerà che il vaglio sugli emendamenti parlamentari è aperto per trovare «cosa potrà essere accolto» con il consenso delle parti politiche visto che «alcune idee rafforzano l’approccio del Governo».
La convocazione al ministero, tuttavia, non parte con il piede giusto. Ieri da Milano la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, è tornata a chiarire che non si affrontano i temi della disoccupazione attraverso la continuazione di forme di flessibilità: «Siamo – ha detto Camusso – per distinguere tra una discussione generale e un accordo per governare il periodo dell’Expo attraverso percorsi che sul piano legislativo diano certezze e non incertezze ai lavoratori». Insomma nessuna «deregolamentazione del sistema» che, per la Cgil, sarebbe insopportabile. Parole che non hanno convinto per intero l’uditorio convenuto alla Camera del Lavoro, visto che una donna ha contestato la segretaria accusandola d’aver accettato condizioni penalizzanti per quanto riguarda l’età pensionabile femminile e di aver pensato solo agli esodati.
Sulla posizione critica della Cgil s’è schierato ieri il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, che in una nota s’è rivolto a Confindustria per chiedere che sia meno acquiescente nei confronti di una politica che pensa solo ai suoi equilibri e non ai problemi del Paese: «Sono anni che ci spiegano che scarsa crescita e calo dell’occupazione sono causati dall’incredibile peso della burocrazia e dalle eccessive tasse – scrive Angeletti –. Quando, però, si esce dai convegni e si entra nei luoghi in cui si decide, l’unica cosa che le imprese sanno chiedere è una maggiore flessibilità».
Posizione condivisa anche da Raffaele Bonanni, il quale punta un accordo sulla contrattazione in vista dell’Expo sottolineando però che la flessibilità «deve essere pagata di più». «Speriamo che si trovi – dice Bonanni – una soluzione equilibrata all’altezza degli ultimi accordi che sindacati e associazioni imprenditoriali hanno trovato negli ultimi anni. L’unico modo per mettere all’angolo la politica sulle materie del lavoro è quello di affidarsi alla contrattazione e agli accordi tra le parti sociali». Mentre il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, invita alla prudenza, per evitare di «sfruttare il lavoro».
La voglia di avviso comune tra le parti sui nuovi contratti a termine in vista di Expo 2015 è maggioritaria in Parlamento, sia pure con tutti i distinguo del caso. «Noi auspichiamo che dall’incontro di domani (oggi, ndr) nascano le premesse per un avviso comune delle parti sociali, che potrebbe essere recepito successivamente da una legislazione di sostegno» ha dichiarato il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. E un avviso comune sulla regolazione sperimentale e transitoria dei rapporti di lavoro nel triennio che ci separa dal compimento dell’Expo è anche l’obiettivo di Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato, secondo il quale però, in caso di insuccesso, Parlamento e Governo hanno il dovere di decidere: «Siamo tutti consapevoli – afferma Sacconi – che sono molte le ragioni di sofferenza del nostro mercato del lavoro, a partire dagli insufficienti investimenti nelle competenze e dall’eccessivo cuneo fiscale. Ma se siamo anche consapevoli della straordinaria contrazione di posti di lavoro, dobbiamo prendere decisioni tempestive e quanto più idonee a incoraggiare l’occupazione ovunque, in tutti i luoghi e in tutti i settori».
Unica voce “contro”, alla vigilia dell’incontro odierno, è stata quella di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, che ha dato del «lestofante» a Giovannini perché, a suo dire, «vuole ancora aumentare la precarietà del lavoro».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa