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«Expo: non tutto finito, ma visitabile»

Una visita ai cantieri Expo nel lunedì di Pasquetta, forse per restituire l’immagine di una macchina che non si ferma nemmeno durante le festività per arrivare in tempo all’apertura del primo maggio. Una visita che, al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, ha lascia un’impressione positiva e restituito un «sano e razionale ottimismo».
Forse non tutto sarà finito per l’inaugurazione, «ma sarà pronto e visitabile tutto il bello di Expo», ha commentato al termine del sopralluogo, compiuto assieme al commissario unico di Expo, Giuseppe Sala. «Posso testimoniare che sono stati fatti grandi passi avanti dall’ultima volta che ho visitato il cantiere nei mesi scorsi – ha dichiarato Pisapia –. Molti padiglioni sono già pronti, in particolare i cluster, che sono bellissimi. Ma anche Palazzo Italia ha visto un deciso avanzamento e sento di poter dire che il primo maggio sarà possibile visitarlo, almeno nelle sue parti espositive».

L’avanzamento dei cantieri
Qualche criticità, ha precisato Sala, rimane semmai sulla parte dell’edificio destinata a ospitare gli uffici, che dunque non dovrebbe interferire con il percorso dei visitatori. I lavori, ha spiegato il commissario, non si sono interrotti nemmeno a Pasqua, sebbene a ranghi ridotti, con 200 persone operative solo sul Padiglione Italia. E i progressi si vedono anche sulla parte a sud del cosiddetto Cardo (l’area espositiva lungo la quale si articolerà la presenza italiana), dove c’è stato un «buon recupero negli ultimi giorni». I problemi riguardavano in particolare il padiglione della Regione Lombardia e quello di Confindustria, ma i progetti, ha spiegato Sala, «sono stati rivisti e semplificati e sulla carta sono in condizione di arrivare in tempo».
Dal punto di vista strettamente operativo, nel sito sono già stati posati tutti i tornelli agli ingressi (circa 400), mentre da domani riprenderà l’asfaltatura e comincerà anche la sistemazione della segnaletica interna. L’acqua, inoltre, arriva ovunque e funziona. Circa il 95% delle piante è stato già sistemato, mentre negli ultimi dieci giorni saranno utilizzati dei “fitociti” per far crescere più in fretta l’erba. Sul fronte Paesi, quattro sono quelli in ritardo (Estonia, Nepal, Russia e Turchia), ma altri (come Kuwait, Qatar, Oman, Svizzera, Germania e Giappone) stanno già cominciando all’interno dei loro padiglioni la formazione del personale per i sei mesi dell’esposizione.

Gli extra-costi
Per quanto riguarda la questione degli extra-costi del Padiglione Italia, Sala ha fatto sapere di attendere, al massimo entro dieci giorni, una risposta da parte dell’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone (che proprio questa mattina visiterà a sua volta i cantieri dell’Esposizione) e dell’Avvocatura di Stato. Una risposta a breve è attesa a dire il vero su «tutti i procedimenti aperti con le società costruttrici, che giustamente chiedono di essere pagate». Il fascicolo più caldo è quello sull’accordo raggiunto la settimana scorsa tra gli avvocati di Expo e Italiana Costruzioni, impresa capofila della cordata che lavora al Padiglione Italia, che porta a 92 milioni il costo complessivo del Padiglione (esclusa la gestione), contro i 63 inizialmente preventivati.
«Il problema degli extra-costi, che saranno comunque compensati da maggiori ricavi, riguarda solo il Padiglione Italia – ha precisato Sala –. Per quanto riguarda Expo, invece, noi chiudiamo con un budget inferiore di 300 milioni rispetto a quello che mi era stato assegnato. E confermo che raggiungeremo il pareggio di bilancio se riusciremo, come penso, a vendere 24 milioni di biglietti».

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