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Expo, mezzi pubblici a rischio

Con l’autunno alle porte e l’inizio della nuova stagione politica, a Milano si ricomincia con la lista delle richieste da parte del Comune al governo in vista dell’Expo 2015. Il prossimo anno dovrà essere garantito un rafforzamento del trasporto pubblico locale e Palazzo Marino chiede da tempo almeno 53 milioni, a cui si aggiungono altre risorse per i servizi ambientali, di sicurezza e per gli eventi culturali. Totale: 130 milioni.
L’Atm, l’azienda di trasporto locale controllata dal Comune e guidata dal presidente Bruno Rota, si “accontenterebbe” di 40 milioni (cioè risorse al netto dei maggiori ricavi attesi dall’aumento dei passeggeri). Ieri il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e i vertici della società hanno di nuovo messo nero su bianco le loro esigenze, appellandosi al premier Matteo Renzi.
«Chiediamo al governo più risorse per il lavoro straordinario che ci sarà in occasione di Expo», ha spiegato il sindaco Pisapia a margine di una visita alla centrale operativa di Atm a Milano, riferendosi proprio ai costi aggiuntivi per il potenziamento dei trasporti in occasione dell’esposizione universale. «Accettiamo la sfida e siamo sicuri di vincerla – ha proseguito – Se Expo è un evento non solo milanese ma nazionale, allora il governo deve dare il proprio contributo anche per quell’eccesso di lavoro che potrà portare a una svolta a livello di attrattività e investimenti stranieri».
Palazzo Marino dunque spera in «una risposta in tempi brevi». Risposta che per ora non arriva, e che il premier Renzi ha rimandato a un tavolo in autunno dove affrontare i temi di Expo rimasti in sospeso. Così almeno ha annunciato in agosto, durante la visita ai cantieri del sito espositivo di Rho. La stagione dunque ricomincia con la stessa richiesta di mesi fa.
Per Atm il conto ammonta a 40 milioni. «Atm si è già dotata di 25 nuovi macchinisti che stanno facendo il periodo di inserimento – ha spiegato Rota – e per altri 25 è aperta una selezione. Dovremo potenziare anche i servizi di security – ha proseguito – e il prolungamento degli orari di sera per noi è particolarmente significativo». Oltre ai costi per il nuovo personale e il potenziamento dei trasporti l’azienda, secondo il presidente, durante il semestre di Expo, «non potrà concedere ferie ai propri dipendenti e dovrà anticipare i cicli di manutenzione dei mezzi». Insomma, non c’è tempo da perdere nemmeno per Rota.
Ieri intanto il consiglio comunale ha approvato il bilancio previsionale 2014. Le spese ammontano a 2,8 miliardi, al netto degli accantonamenti, mentre le entrate sono pari a 2,9 miliardi, di cui solo 30 milioni sono entrate straordinarie. Anche per quest’anno il taglio dei fondi nazionali è notevole: i trasferimenti statali sono passati dai 728 milioni nel 2010 ai 358 milioni attuali, e ciò al netto della compensazione per il minor gettito dovuto al passaggio dall’Imu alla Tasi, per il quale il governo ha previsto uno stanziamento di 89,4 milioni per Milano.
Per questo il conto che l’assessore al Bilancio, Francesca Balzani, presenta all’esecutivo è ancora più alto, considerando anche la necessità di preparare la città ad ospitare gli attesi 20 milioni di visitatori per Expo. Ci mancano «oltre 200 milioni», dice Balzani. «Abbiamo costanti contatti con il governo e siamo fiduciosi, confidiamo che queste risorse vengano stanziate a breve nella legge di stabilità o con una legge ad hoc. La deadline è il prossimo autunno», ha detto l’assessore. Lo stanziamento di risorse aggiuntive servirà quindi per «rendere Expo sostenibile dal punto di vista gestionale e per far sì che la città sia accogliente per i visitatori».

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