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Expo, manca ancora un terzo dei lavori

La corsa verso Expo 2015 cerca l’accelerazione finale. A 200 giorni dall’inaugurazione il contachilometri segna ancora un terzo della strada da percorrere per riuscire a chiudere in tempo il cantiere. Quello del sito espositivo in costruzione a Milano è di fatto l’appalto più grande attualmente in Italia, per un valore complessivo di oltre 510 milioni di euro, aggiudicato tramite 34 bandi di gara. A cui poi si affiancano i cantieri dei 53 padiglioni nazionali: una decina di Paesi devono ancora entrare nell’area di Rho e avviare i lavori.
A far scattare il countdown sono gli open data pubblicati su internet (aggiornati al 1° ottobre): servono ancora 5.211 giornate di lavoro – il 38% di quelle previste per contratto, incluse proroghe e sospensioni – ed è stato speso solo il 43% degli importi impegnati.
La fotografia dello stato di avanzamento dei lavori nei 34 lotti aggiudicati, in cui sono coinvolte 31 società capofila (per il 38% lombarde), restituisce l’immagine di un cantiere quasi a due terzi dell’opera, con molte distinzioni al suo interno. Tre appalti sono conclusi (relativi al campo base, su cui poggia il cantiere). La società vicentina Maltauro, commissariata dopo essere finita sotto inchiesta per la gara sulle architetture di servizio, oggi prosegue spedita. Le gare per il Padiglione Zero e l’Expo Center hanno dovuto ridefinire i contorni dell’associazione temporanea di imprese che ha vinto l’appalto dopo il fallimento della cooperativa capofila Cesi: avviati per ultimi a metà agosto, a inizio ottobre i lavori erano già rispettivamente al 40% e al 15% dell’opera. Resta ancora sospeso, invece, l’appalto per la parte sud delle Vie d’Acqua, in attesa che venga approvata la ridefinizione del progetto. Infine, le proroghe per varianti approvate in corsa (per un valore finora di circa 34 milioni di euro) e le sospensioni per “cause di forza maggiore” (prima tra tutte il maltempo) hanno fatto sforare in alcuni casi i tempi rispetto al cronoprogramma iniziale.
La consegna delle aree alle imprese è iniziata a ottobre 2011, con l’avvio del primo cantiere. «Se spalmassimo in modo grossolano le 5.211 giornate lavorative mancanti sui 34 cantieri attivi – afferma il docente del Politecnico di Milano, Giovanni Menduni, responsabile del progetto Open Data Expo – servirebbero in media ancora circa 150 giorni a cantiere. Ma ovviamente non tutti gli interventi sono uguali. Alcuni sono più in ritardo, altri già conclusi». A queste tempistiche, legate ai singoli appalti, corrispondono poi importi di spesa ancora limitati: ad esempio, in base agli ultimi dati disponibili, per allestire la “casa del terzo settore” in Cascina Triulza sono già state lavorate il 73% delle giornate previste, ma le spese sono ferme al 25 per cento. «Questi dati – aggiunge Menduni – forniscono un termometro sui potenziali ritardi: se è trascorso il 90% delle tempo disponibile ed è stato speso solamente il 30% degli importi impegnati è segnale d’allarme, perché si rischia di dover sforare il cronoprogramma. Bisogna tenere conto, però, che molte imprese contabilizzano il grosso delle uscite solo alla fine dei lavori e un certo ritardo è fisiologico».
In parallelo, per la realizzazione dei padiglioni nazionali ogni Paese riceve in consegna il proprio lotto di terreno, organizza il suo cronoprogramma e gestisce in autonomia l’appalto (ciascuno secondo le proprie regole). Attualmente hanno già iniziato i lavori 41 Paesi: 14 padiglioni sono in elevazione, 13 hanno finito gli scavi e le fondazioni, 14 solo le fondazioni. Tra i restanti, otto in particolare (Vietnam, Bielorussia, Ungheria, Slovacchia, Marocco, Spagna, Polonia, Moldova) hanno fornito rassicurazioni ed entro il 20 ottobre inizieranno gli scavi. Con tutti gli altri è stato avviato un confronto per avere certezze sui tempi. Tra le situazioni più critiche c’è quella della Turchia, che solo poche settimane fa ha sciolto le riserve sulla sua decisione.
Ad oggi i più veloci nella realizzazione sono la Repubblica Ceca e l’Azerbaijan, già a buon punto. Tra i grandi assenti spicca il Canada, mentre è stata recuperata la presenza dell’Argentina, in difficoltà finanziaria. Proseguono anche i lavori del Palazzo Italia: le impalcature sono arrivate al quarto piano su cinque. Manca solamente una chiara tempistica per l’Albero della vita, ma il commissario ha assicurato pubblicamente che il bando verrà pubblicato entro ottobre.
Nonostante tutto, dunque, nell’area dove dal prossimo 1° maggio sono attesi 21 milioni di visitatori, si continua a lavorare per raggiungere l’obiettivo. Seppur in volata, sul fotofinish.

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