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Expo 2015, via il tetto alle spese

di Matteo Prioschi

«L'esposizione universale sarà l'evento di maggiore rilievo ospitato dall'Italia negli ultimi decenni». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha salutato così l'apertura dell'International participant meeting di Expo 2015 in corso a Milano e Cernobbio.

Con un messaggio augurale inviato al commissario generale e governatore lombardo Roberto Formigoni e al commissario straordinario e sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Repubblica ha inoltre espresso l'auspicio che «l'operoso concorso dei soggetti nazionali e internazionali coinvolti possa consentire di realizzare appieno le rilevanti potenzialità dell'Expo 2015».

Potenzialità che sono testimoniate dai numeri della tre giorni: 57 i paesi che hanno già aderito all'evento, 87 quelli presenti al meeting per un totale di 217 delegati a cui si aggiungono 261 delegati dei partecipanti non ufficiali. Nonostante le difficoltà e le polemiche nazionali che hanno caratterizzato il cammino percorso dal 2008, anno dell'assegnazione dell'evento, a oggi, sul fronte internazionale Expo 2015 raccoglie ampi consensi e viene giudicato dai paesi presenti a Milano una grande opportunità per fare un passo avanti sul tema dell'alimentazione.

Tuttavia, anche ieri, come già avvenuto a giugno, il segretario generale del Bie, Vicente Loscertales pur dichiarando la sua soddisfazione per l'imminente avvio dei lavori nel sito espositivo, ha rinnovato al Governo italiano la necessità di eliminare il vincolo alle spese di gestione di Expo 2015 Spa. A oggi la società organizzatrice può destinare all'attività ordinaria solo il 4% del budget complessivo previsto, cioè poco più di un'ottantina di milioni di euro. Tenuto conto di quanto è già stato utilizzato in questi anni, la società ha autonomia fino al terzo trimestre del 2012. Da qui l'invito del Bie a modificare la norma, così da consentire un'organizzazione ai massimi livelli.

Del resto l'avvio dei cantieri, previsto per venerdì 28 dall'amministratore delegato di Expo Spa Giuseppe Sala, non elimina la complessità di un evento che, come ha ricordato il presidente del Bureau national des expositions, Jean Pierre Lafon, viene dopo un'edizione da record, quella di Shangai, capace di attirare 73 milioni di visitatori: «La sfida è suscitare interesse fuori dai confini nazionali per far sì che l'Expo del 2015 non sia una delle tante manifestazioni che si tengono ogni anno in Europa». Difficoltà di cui è ben consapevole il presidente della società di gestione Diana Bracco: «Nell'era di internet e della globalizzazione le esposizioni universali non sono contenitori che veicolano informazioni: il pubblico deve essere coinvolto in un'esperienza da fare in prima persona».

Expo sarà un grande evento che metterà al centro dell'attenzione il tema dell'alimentazione e soprattutto degli squilibri presenti nel mondo: su questo fronte è partito ieri il percorso per scrivere Carta 2015, un documento coordinato dall'oncologo Umberto Veronesi con il contributo di un comitato multidisciplinare di alto livello al fine di individuare la strada per uno sviluppo sostenibile e civile.

Ma Expo comporterà anche forti investimenti legati alla realizzazione dell'evento (2 miliardi di euro direttamente connessi all'evento in sé, 20 miliardi per le infrastrutture a Milano e in Lombardia), e costituirà un'occasione di rilancio economico: «Se si considera la grande attrattività dell'area di Milano – ha sottolineato Diana Bracco –, l'Expo rappresenta un'opportunità irripetibile per fare dell'Italia e dell'Europa un market place di quasi 500 milioni di consumatori». Secondo la presidente di Expo Spa l'edizione del 2015 sarà il primo grande evento del dopo crisi.
 

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