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Expo 2015, partono le verifiche

di Stefano Sansonetti 

Era una tappa molto attesa. Sì, perché la verifica dei progetti preliminari delle opere, in vista dell'Expo 2015, è uno dei tasselli fondamentali di tutta quella procedura che si deve seguire per arrivare preparati all'evento. Questo passo, qualche giorno fa, è stato finalmente compiuto.

La società Expo 2015, partecipata al 40% dal ministero dell'economia e guidata dall'ad Giuseppe Sala, ha appena affidato il delicato servizio all'esito di una gara. Ad aggiudicarsi la commessa, per 3,8 milioni di euro, è stato un raggruppamento di imprese formato da Conteco spa (come mandataria), Rina Check srl e No Gap Controls srl (come mandanti). Tecnicamente, seguendo quello che è scritto sui documenti di gara, il servizio consiste nella «verifica, ai fini della validazione, della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, afferente le opere di costruzione del sito dell'Esposizione Universale». In particolare, aggiungono le carte, oggetto di verifica dovranno essere la cosiddetta «piastra, ovvero le opere di urbanizzazione e le infrastrutture di base, nonché alcuni manufatti architettonici necessari alla realizzazione del sito Expo 2015». Insomma, il terzetto di imprese aggiudicatarie avrà il non semplice compito di controllare i progetti preliminari di un po' tutto quello che, secondo i programmi, dovrà vedere la luce entro il 2015.

Lo dimostra lo stesso documento di aggiudicazione, che nel descrivere nel dettaglio le opere i cui progetti andranno controllati, parla di «piastra, verde interno al sito, tende e strutture, aree service, passerella expo-fiera, passerella expo-cascina merlata, anfiteatro, performance center, performance area, uffici, aree tematiche e cascina Triulza, joint corporate, palazzo Italia, serre, agro-ecosistemi». Come si vede, il menù è particolarmente ricco.

Quanto alle società aggiudicatarie, spunta una curiosità. Una di esse, la Rina Check srl, presenta collegamenti con il ministero dei trasporti, coinvolto direttamente nel funzionamento della macchina dell'Expo. Il 3 marzo scorso, per esempio, il dicastero guidato da Altero Matteoli ha firmato con la società Expo 2015 un disciplinare definitivo in conseguenza del quale, si legge nel relativo comunicato, «si sono perfezionati tutti gli adempimenti procedurali propedeutici all'ulteriore erogazione da parte del ministero delle infrastrutture e dei trasporti delle risorse destinate alla società Expo 2015 per le varie attività finalizzate all'evento». All'epoca le risorse da erogare erano stimate in 25 milioni di euro. Tornando alla Rina Check srl, e salendo alcuni gradini del suo azionariato, risulta che la società faccia capo alla Rina spa, controllata al 100% dal Registro italiano navale. Si tratta, come ha spiegato l'ufficio legale della Rina spa a ItaliaOggi, di un ente morale vigilato dal ministero dei trasporti che si occupa di classificazione delle navi, in pratica un'attività che consiste nel verificare che una nave sia costruita in conformità con i regolamenti previsti. Tra l'altro due consiglieri su 25 dell'ente morale sono nominati dal ministero dei trasporti. Per l'ufficio legale del gruppo, quindi, si tratta di un legame molto tenue. Nel corso del tempo, a quanto pare, dall'ente morale si è diramato un gruppo fatto di decine di società che oggi operano nei settori della certificazione, verifica e controllo per clienti pubblici e privati. Rimane il fatto che la società, comunque legata al dicastero di Matteoli, è stata chiamata a verificare progetti preliminari finanziati, tra gli altri, dallo stesso ministero, come da ultimo risulta dal disciplinare siglato il marzo scorso.

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