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Exor vende C&W e riapre su PartnerRe

John Elkann l’aveva fatto intendere qualche settimana fa: Exor puntava a trovare la quadra per la cessione di Cushman & Wakefiled entro metà maggio. E così è stato. Ieri la holding ha annunciato di aver raggiunto con Dtz un accordo per la valorizzazione dell’asset. Una partita che, per ovvie ragioni, si va a intrecciare con l’altro match che la holding della famiglia Agnelli sta giocando in America: la conquista di PartnerRe. Le novità potrebbero essere rilevanti e venir annunciate già oggi al termine del board convocato dalla finanziaria.
La cessione di Cushman
L’operazione riconosce a Cushman & Wakefield un enterprise value complessivo pari a 2,042 miliardi di dollari. Il che significa che Exor, in ragione di una partecipazione pari al 75% fully diluted, incasserà 1,278 miliardi, facendo registrare una plusvalenza di circa 722 milioni. Il perfezionamento della transazione è previsto per il quarto trimestre del 2015. La mossa, come ha spiegato la holding, rappresenta «un’occasione unica per aggregare Cushman & Wakefield e Dtz». La società risultante dall’integrazione delle due realtà sarà infatti una delle più grandi al mondo nel settore dell’intermediazione e dei servizi immobiliari. Verrà mantenuto, peraltro, il marchio Cushman & Wakefield posto che i soci di Dtz (Tpg Capital, Pag Asia Capital e Ontario Teachers’ Pension Plan), si sono impegnati a «investire nello sviluppo della nuova società, preservando e valorizzando l’eccezionale qualità del senior management e dei brokers». Non a caso, da quando Exor ha acquisito la partecipazione di controllo dell’operatore immobiliare americano, i risultati sono sensibilmente mutati. Nel 2007 i ricavi netti erano pari a 1,5 miliardi di dollari per un ebitda di 116 milioni, mentre l’ultimo bilancio ha visto il giro d’affari levitare a 2,1 miliardi e il margine operativo lordo salire a 175 milioni. In ragione di tutto questo, il percorso di crescita da un lato e il prossimo futuro di espansione dall’altro, Elkann ha commentato così il buon esito delle trattative avviate a gennaio 2015: «Siamo orgogliosi di aver fatto in modo che Cushman & Wakefield, nonostante le difficili condizioni di mercato, sia cresciuta e si sia rafforzata fino a diventare la grande società che è oggi. L’accordo di oggi crea un gruppo integrato straordinario per capacità e dimensioni».
Gli effetti su PartnerRe
L’operazione, come detto, avrà un certo impatto sull’altro dossier al momento sul tavolo di Exor, ossia la possibile conquista di PartnerRe. Diverse settimane fa la holding ha messo ul piatto un’offerta da 6,4 miliardi di dollari finanziata tramite il ricorso al supporto bancario per 4,7 miliardi. Il primo effetto dunque della transazione è che, volendo, Exor può ora ridurre sensibilmente il finanziamento ottenuto portandolo a 3,5 miliardi. Ma non è tutto. Potrebbe essere certamente più rilevante l’altra conseguenza legata al buon esito della cessione di Cushman & Wakefiled, ossia un possibile ritocco all’offerta. Nei giorni scorsi sono circolati alcuni rumor, riportati anche da Reuters, che davano per plausibile un possibile arrotondamento al rialzo della proposta. Incremento che potrebbe peraltro venir già discusso oggi durante il consiglio di amministrazione della holding. Al momento Exor non ha commentato in alcun modo le indiscrezioni. Tuttavia, è noto che il baord di PartnerRe, nell’annunciare che continuava a preferire il piano di aggregazione a suo tempo studiato con Axis Capital, ha sottolineato il fatto che durante i contatti avuti con Exor non era stato possibile strappare alcuna certezza rispetto a una potenziale revisione dell’offerta. Ora, tuttavia, il quadro è sensibilmente mutato. La holding chiuderà nei prossimi mesi la valorizzazione di Cushman & Wakefiled e incasserà una cifra assai importante. Somma che evidentemente potrebbe essere almeno in parte impiegata per alzare il prezzo su PartnerRe, per ora fermo a 130 dollari per azione. Oggi, a valle del board il quadro sarà certamente più chiaro.

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