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«Exor, trasformazione completata Ecco i piani per la crescita di PartnerRe»

«Abbiamo combattuto duro per essere qui e la buona notizia è che da oggi e per almeno i prossimi vent’ anni PartnerRe può contare su un azionista stabile per continuare a crescere e diventare uno tra i primi quattro gruppi del mondo». L’ happy end della battaglia per la conquista della società americana di riassicurazione – sei mesi di confronto serrato con il contendente d’Oltreocenao Axis – va in scena allo Yacht Club de Monaco, dove è in corso un summit internazionale del settore. Sotto il flash dei fotografi la stretta di mano tra John Elkann, presidente e Ceo di Exor il nuovo e tra pochi mesi unico azionista di Partner Re e il neo presidente di quest’ultima Emmanuel Clarke, che si prepara ad assumere la guida operativa. E’ il sigillo al «go shop», il tempo, scaduto ieri a mezzanotte, utile al consiglio per valutare offerte alternative a quella da quasi sette miliardi di dollari messa sul piatto dagli Agnelli, una cifra che corrisponde grosso modo ai premi della stessa PartnerRe a fine 2014. 
È la vigilia del salone dell’auto di Francoforte «un appuntamento molto importante» che vede la sfida ai costruttori tedeschi con il ritorno dell’Alfa e il debutto della Giulia. Nella capitale finanziaria tedesca l’attenzione è poi rivolta alla nuova vita della Ferrari, in procinto di passare in capo a Exor. Elkann conferma la quotazione del Cavallino rampante in autunno, «nella seconda metà di ottobre» aggiunge. Dopo la vendita delle quote di Sgs e Cushman &Wakefield e le acquisizioni di Economist, Partner Re e Ferrari gli «investimenti di Exor sono finiti e la trasformazione completata». Quasi una «rivoluzione» per la holding gestita dalla «mia generazione, la quinta generazione della mia famiglia di imprenditori» ricorda Elkann. L’ erede di 116 anni di «Agnelli family» oggi punta sui grandi brand globali; tra questi Elkann cita l’ultimo colpo, l’acquisto del 43,4% dell’autorevole settimanale britannico e include nella rosa «certamente Partner Re». Che oggi è sesta nella classifica delle riassicurazioni ma ha già fissato l’obiettivo di salire entro i primi quattro. «Non è un tema di dimensioni ma di patrimonio e crediamo che avere un singolo azionista privato, non quotato, aiuti questo percorso».
Opa e delisting si concluderanno entro il primo trimestre del 2016, assicura Elkann, convinto che la riassicurazione sia uno dei grandi business del futuro. Il rischio e la sua gestione, un tema di cui già ventidue anni si discuteva in famiglia dando seguito, era il 1993, a un piccolo investimento, una scommessa, in una start up americana: PartnerRe, 16 milioni di dollari di premi il primo anno di esercizio. «Siamo usciti troppo presto, lo ammetto. Ma siamo tornati ed è un affare» ci scherza su Elkann che torna ancora una vota a parlare di impegno «che prende la mia generazione. I primi vent’anni anni di questa società che noi abbiamo contribuito a fondare sono stati fantastici, i prossimi 20 anni saranno altrettanto grandi se non migliori» conclude Elkann. La vittoria sul gruppo assicurativo Axis è probabilmente anche frutto della scelta di restare «riassicuratori puri» osserva Clarke. Il manager di origine francese è sollevato «dal lieto fine e dal nuovo inizio” con Exor. Abbiamo avuto mesi di distrazione, ora possiamo guardare al futuro» .

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