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Exor, sale il valore Cautela sul 2020 per l’incognita virus

MILANO — Exor chiude il 2019 con il valore delle partecipazioni in aumento di 6 miliardi di dollari, un incremento del 32,5 per cento rispetto al 2018. Il Nav passa infatti da 19,7 miliardi di dollari a 26,1. In significativa crescita anche l’utile consolidato che passa da 1,34 miliardi di euro a 3. Questo anche grazie a quanto ha incassato la controllata Fca dalla vendita di Marelli. La società finanziaria degli Agnelli ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo di 0,43 euro per azione, in linea con quanto era stato distribuito nel 2018. Il monte dividendi sarà di 100 milioni di euro. All’assemblea degli azionisti in programma a maggio sarà proposta la conferma dell’attuale consiglio di amministrazione.
Naturalmente quella di ieri è una fotografia che non poteva tenere conto degli effetti economici dell’epidemia che sta coinvolgendo circa 3 miliardi di persone nel mondo. «Non possiamo prevedere le conseguenze dell’epidemia sul nostro business», è scritto nel comunicato diffuso ieri dalla finanziaria. Si sottolinea infatti che importanti partecipate come Fca, Cnh e Ferrari hanno dovuto fermare temporaneamente le loro attività. Ieri Mody’s ha deciso di mettere sotto osservazione 7 titoli dell’auto, compresa Fca.
Tra i fatti rilevanti del 2019, Exor ricorda l’avvio delle trattative tra Psa e Fca per una fusione paritaria che dovrebbe realizzarsi alla fine del 2020, creando una società olandese quotata a New York, a Parigi e a Milano.
Sempre nel 2019 Exor ha firmato un accordo per rilevare dalla Cir «il pacchetto di controllo di Gedi gruppo edtoriale», l’editrice che controlla Repubblica. Exor precisa che «ci si attende che l’operazione sarà completata entro il secondo trimestre del 2020» e che sarà «soggetta all’approvazione delle autorità competenti ». È atteso nelle prossime settimane l’ok dell’antitrust europeo.
Il comunicato diffuso ieri ricorda la decisione della controllata Cnh di dare vita a uno spin off con due distinte società, ambedue controllate dalla finanziaria degi Agnelli. Una società «On-Highway», che comprende i prodotti su strada, dai veicoli commerciali agli autobus e camion (Iveco) e una società di prodotti non stradali, dalle macchine movimento terra a quelle agricole, ai mezzi speciali. Un processo delicato che dovrà fare i conti con le conseguenze dell’epidemia da coronavirus ma anche con il cambio al vertice di Cnh dopo le dimissioni del ceo Hubertus Muhlhauser, sostituito ad interim da Suzanne Heywood, attuale presidente della società. Tra i fatti rilevanti più recenti c’è infine l’accordo con i francesi di Covéa per la vendita della società di riassicurazione Partner Re. Il comunicato diffuso ieri prevede che la vendita di Partner Re si possa concludere entro la fine del 2020 e che porterà nelle casse di Exor 9 miliardi di dollari.
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