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Exor rilancia negli Usa dividendo straordinario per i soci di PartnerRe

Sempre più calda l’estate delle Bermuda. Exor rilancia l’offerta portando a 140,5 dollari per azione la proposta agli azionisti PartnerRe per la cessione della società di riassicurazione. Formalmente non si tratta di un rilancio perché l’offerta di Torino continua ad essere quella precedente di 137,5 dollari. Ma a questi va aggiunto un «dividendo straordinario di 3 dollari per azione» che Exor giustifica con «la necessità di compensare gli azionisti» per il prolungamento dei tempi imposto dalla battaglia per la conquista della società. Il board di PartnerRe continua infatti a raccomandare ai soci la fusione con un’altra società assicurativa con sede a Bermuda, la Axis, respingendo al mittente l’offerta di acquisto degli italiani. Per vincere la battaglia il cda ha rinviato dal 24 luglio al 7 agosto la data dell’assemblea decisiva. Il rilancio di ieri da parte di Exor segue una mossa analoga fatta il 16 luglio da PartnerRe che aveva aumentato il premio da dare agli azionisti nel caso in cui votassero a favore della fusione con Axis.
La battaglia potrebbe concludersi prima del 7 agosto. Già nei prossimi giorni infatti l’Institutional Shareholder Service emetterà il suo report sull’operazione. Una presa di posizione che potrebbe influenzare il comportamento di molti fondi fino a decidere l’esito finale dello scontro. Exor ha messo sul piatto ieri, oltre al dividendo straordinario, anche una clausola «Go Shop» che concede al board di PartnerRe un mese di tempo, dopo la firma del preaccordo con Exor il 7 agosto, per trovare una proposta migliore di quella degli Agnelli. Ieri il comunicato di Torino ostentava sicurezza: «Il valore complessivo offerto da Exor per gli azionisti PartnerRe rende ancora più ampia la differenza rispetto all’operazione Axis. Di fatto, con i suoi comportamenti, il cda di PartnerRe ha riconosciuto la superiorità della proposta vincolante di Exor». «Questa è la seconda volta – prosegue il comunicato riferendosi al rilancio degli avversari il 16 luglio – che il cda di PartnerRe cerca di migliorare le proprie condizioni contrattuali con Axis per rispondere alla proposta di Exor, pur continuando a sostenere che è inferiore».
E’ chiaro che nei prossimi giorni le due parti si giocheranno quelle che considerano le carte decisive. Finora l’unico effetto certo dello scontro è stato quello di far lievitare il valore delle azioni che a inizio anno galleggiavano sotto il limite dei 115 dollari e oggi superano i 130.
Ma per quale motivo Exor sta giocando fino in fondo lo scontro sulla proprietà di una società di riassicurazione che, oltretutto, negli ultimi mesi ha fatto registrare conti in peggioramento? La risposta ufficiale degli Agnelli è sempre stata che il campo delle riassicurazioni è anticiclico e che dunque garantisce a una finanziaria di partecipazioni come quella torinese un investimento in grado da metterla al riparo dagli alti e bassi dei cicli dell’industria. E’ un fatto però che una vittoria nella battaglia delle Bermuda consentirebbe a John Elkann di entrare da vincitore nel “salotto buono” della finanza americana ben più di quanto non sia già accaduto con la scalata a Chrysler. E questo non potrebbe non avere riflessi positivi anche nell’altra battaglia che Sergio Marchionne, ad di Fca e vicepresidente di Exor, sta giocando a Detroit per convincere gli azionisti di Gm a prendere in considerazione la proposta di matrimonio con Auburn Hill. Le due scommesse corrono dunque parallele e l’esito della battagliadelle Bermuda potrebbe influenzare quello della partita di Detroit.
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