Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Exor pronta a vendere l’immobiliare

Exor vuole fare cassa e si torna a parlare di future alleanze. Nonostante gli oltre due miliardi di liquidità che già possiede, la finanziaria degli Agnelli intende cedere la partecipazione in Cushman&Wakefield, una delle principali società mondiali nei servizi immobiliari. Secondo le indiscrezioni raccolte a New York dal Wall Street Journal la valutazione complessiva di C&W sarebbe di 2 miliardi di dollari. Morgan Stanley e Goldman Sachs sarebbero state incaricate di trovare il compratore. Exor fa sapere di non essere intenzionata a cedere a concorrenti di C&W nell’immobiliare. Il pacchetto dell’81 per cento oggi in mano alla finanziaria degli Agnelli dovrebbe dunque essere ceduto a fondi di investimento.
Non è difficile calcolare quanto Exor guadagnerebbe dall’operazione. Se davvero la società venisse valutata 2 miliardi di dollari, la cessione del pacchetto dell’81 per cento porterebbe nelle casse di Torino 1,6 miliardi di dollari. Una quantità di cassa molto significativa. Nel 2007, quando Exor entrò in C&W, pagò il 71,5 per cento della società 625 dollari. Oggi quel 71,5 per cento varrebbe 1,4 miliardi di dollari. La plusvalenza sul pacchetto originario sarebbe dunque di 800 milioni, più del 100 per cento di incremento in otto anni. Tutto questo, va sottolineato, nel caso in cui Morgan Stanley e Goldman Sachs riuscissero davvero a trovare il compratore disposto a pagare due miliardi di dollari la società.
Con gli oltre due miliardi di euro incassati dalla cessione della quota in Sgs e il miliardo e mezzo di euro che arriverebbe dalla vendita di C&W, la liquidità della finanziaria torinese supererebbe i 3,5 miliardi. Una cifra molto importante. Nel comunicato ufficiale diffuso ieri non si fa alcun riferimento a possibili investimenti da sostenere con la liquidità guadagnata dalla cessione di C&W. Ufficialmente anzi Exor parla di «normale attività » di ricerca di acquirenti, tipica di una società di investimento e si aggiunge che «al momento non ci sono transazioni da comunicare, né vi è alcuna garanzia che l’analisi in corso si concluda con una vendita». Eppure fonti autorevoli a Torino scommettono sul fatto che Exor abbia già individuato il possibile affare in cui impiegare il consistente gruzzolo accumulato. Tiene banco, naturalmente, l’ipotesi più volte avanzata senza esito di una futura alleanza tra Fca e altri costruttori, ipotesi che Marchionne non ha mai escluso. Scenario rilanciato ieri dal Ft ma che in questo momento non trova conferma. Anche perché, si fa notare, nell’ultima intervista rilasciata a Bloomberg John Elkann ha parlato di possibili alleanze in termini opposti, immaginando, al contrario una diluizione dell’attuale quota degli Agnelli in Fca, grazie ai diritti di voto doppi garantiti dalla legge olandese. Il bersaglio grosso di Exor rimane dunque ancora misterioso. Il power fire di Torino continua però ad aumentare e con un proiettile di grandi dimensioni c’è da immaginare che la preda sia consistente.
Ieri Borsa italiana ha comunicato che Sergio Marchionne ha esercitato i diritti maturati con le stock grant. L’ad del Lingotto ha venduto azioni Cnh incassando 4,5 milioni di euro e con una parte dei proventi di quella vendita ha pagato le tasse. Marchionne detiene ora lo 0,8 per cento del capitale di Cnh e l’1,1 del capitale di Fca.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa