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Exor pronta a vendere Cushman & Wakefield

Exor, la holding quotata della famiglia Agnelli, sta valutando la cessione della controllata americana Cushman & Wakefield. La notizia è stata anticipata dal «Wall Street Journal», secondo il quale Cushman & Wakefield ha ingaggiato le banche d’affari Goldman Sachs e Morgan Stanley per cercare un compratore. La valutazione dell’azienda, leader nei servizi immobiliari, sarebbe di due miliardi di dollari (circa 1,75 miliardi di euro), il che garantirebbe a Exor un incasso di circa 1,42 miliardi di euro per la sua quota dell’80,9 per cento.
Exor ha sostanzialmente confermato ieri la notizia, spiegando in un comunicato che «l’analisi delle possibili alternative riguardanti le società del suo portafoglio – incluse cessioni, fusioni, acquisizioni e ogni altra opzione finanziaria e strategica – fa parte integrante della propria normale attività di società d’investimento». «Al momento – precisa Exor – non ci sono transazioni da comunicare né vi è alcuna garanzia che l’analisi in corso si concluda con una transazione riguardante Cushman & Wakefield».
Quest’ultima ha sede a New York, circa 250 sedi in 60 paesi e più di 16mila dipendenti; è la terza società al mondo nel settore dei servizi immobiliari, alle spalle della Cbre di Los Angeles e della Jll di Chicago. Nei 12 mesi terminati a settembre 2014, C&W ha avuto profitti operativi pari a 163 milioni di dollari. Exor aveva rilevato una quota del 67,5% otto anni or sono per 565,4 milioni di euro e in seguito aveva alzato la partecipazione all’81 per cento. L’obiettivo di Exor, secondo quanto riporta il Wsj, sarebbe quello di vendere l’azienda guidata da Ed Forst a una società non quotata e non concorrente. La decisione sarebbe stata incoraggiata dall’incremento di valore registrato da numerose rivali nel settore.
Il titolo della Exor (controllata al 51% dalla G.Agnelli & C.) ha guadagnato ieri lo 0,5% a Piazza Affari a 39,71 euro, in un mercato in calo dell’1% circa; le azioni hanno guadagnato quasi il 40% da fine ottobre, quando Fca ha annunciato lo scorporo di Ferrari e il rafforzamento patrimoniale con l’emissione del prestito obbligazionario convertendo.
Dopo la cessione della quota nella svizzera Sgs, avvenuta nel 2013 per 2 miliardi di euro, C&W è la maggiore partecipazione di Exor dopo quelle “storiche” in Fiat Chrysler e Cnh Industrial; con un valore di carico di 531 milioni al 30 settembre 2014 pesava per poco meno di 10% sul totale delle partecipazioni a bilancio e per il 6,2% sul Net Asset Value (che a quella data era di complessivi 10,34 miliardi). A fronte del valore di carico al 30 settembre, l’incasso ipotizzato dal quotidiano americano garantirebbe a Exor una plusvalenza contabile vicina al miliardo di euro; è però probabile che il valore di carico venga rettificato al rialzo nel bilancio a fine 2014, sulla base del buon andamento dell’ultima parte dell’anno.
L’eventuale cessione di C&W, unita alla recente forte rivalutazione del titolo Fca, farebbe salire il peso di Fca e CnhI sul Nav nettamente al di sopra del 50%, con il resto costituito soprattutto da cassa e investimenti finanziari; per ristabilire una maggiore diversificazione – e minimizzare quindi i rischi – la holding punterà quindi a investire i fondi in cassa e quelli incassati con l’operazione C&W in asset di tipo completamente diverso, come del resto il presidente John Elkann ha più volte indicato.

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