Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Exor guarda alla salute. Una dote di 9 miliardi da investire nel 2022

Un bagaglio di nove miliardi di euro da investire ma, allo stesso tempo, la volontà di recidere ogni speculazione sul possibile ingresso in Armani. John Elkann, numero uno di Exor, si è presentato così agli investitori, convocati ieri nel palazzo torinese che ospita la Fondazione Agnelli e il Talent Garden per presentare i risultati ottenuti negli ultimi due anni dalla holding e illustrare i piani del prossimo biennio. Elkann ha iniziato sottolineando il suo «ottimo rapporto personale e professionale» con Giorgio Armani, che ha definito uno dei grandi imprenditori italiani, e anche per questo ha voluto mettere la parola fine alle ipotesi di un’acquisizione di una quota della griffe: «È importante che le voci smettano perché rappresentano una mancanza di rispetto » verso un’azienda come Armani, che semplicemente «non è in vendita », ha osservato il presidente di Exor (che controlla anche la casa editrice di Repubblica ).Questo non vuol dire che il gruppo non pensi ad altre operazioni nel lusso, anzi. Dopo la recente acquisizione del brand franco-cinese Shang Xia e l’ingresso nell’azionariato di Louboutin, Elkann ha indicato tre settori su cui la holding concentrerà l’attenzione nel prossimo futuro. Uno è per l’appunto il lusso, l’altro la tecnologia, il terzo rappresenta la novità di ieri ed è l’ healthcare , ovvero la salute e l’assistenza sanitaria: «In questi due anni abbiamo iniziato a imparare molto», ha detto Elkann, sottolineando come le aziende che operano nelle tecnologie sanitarie abbiano ampi margini di scalabilità e dunque di crescita.L’incontro ha seguito diversi filoni, due su tutti. Il primo ha riguardato i risultati raggiunti dalle aziende partecipate e le prospettive che si aprono con la transizione elettrica. Negli ultimi due anni Ferrari ha garantito ai soci un ritorno pari al 61,2%, Fca – ora Stellantis – del 44,1, Cnh Industrial del 66,9. Quest’ultimo gruppo va ora verso la separazione del business delle macchine agricole dai camion e dai bus dell’Iveco, che a gennaio diventeranno un’azienda autonoma. Elkann ha respinto l’ipotesi che fin d’ora si possa parlare di possibili aggregazioni con altri gruppi: «Sarà una delle più importanti realtà industriali basate in Italia, pronta per affrontare il futuro con le tantissime opportunità che il mondo del trasporto sta offrendo grazie alla transizione energetica», ha detto, presentando per la prima volta agli investitori Daniel Ramot, cofondatore della newyorkese Via, che attraverso una piattaforma digitale ottimizza l’uso dei mezzi di trasporto pubblici e che sta stringendo numerosi accordi sia negli Stati Uniti che in Europa.Il secondo filone ha riguardato invece la disponibilità finanziaria con cui Exor si appresta ad approcciare i nuovi investimenti. Con la prevista vendita a Covéa della compagnia di riassicurazioni PartnerRe (l’accordo definitivo è atteso entro fine anno) la holding si appresta a incassare 7,7 miliardi di euro. Considerando le altre risorse di cassa e i previsti esborsi per il riacquisto di azioni proprie e per la riduzione del debito, Exor potrà contare nel 2022 su 9 miliardi per effettuare i suoi nuovi investimenti.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Tutto ciò che è vietato offline deve essere vietato anche online». Brandendo questo slogan ier...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto Ristori-Bollette arriva oggi in Consiglio dei ministri con alcuni nodi tecnico-politici ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Missione fallita. Il prezzo del Bitcoin non ha raggiunto la soglia dei 100mila dollari nel 2021. Ta...

Oggi sulla stampa