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Exor, balzo dei profitti con la plusvalenza Sgs

Exor, la holding del gruppo Agnelli, ha chiuso il primo semestre 2013 con un utile netto balzato a 1,671 miliardi di euro dai 168 milioni dello stesso periodo del 2012. L’aumento deriva interamente dalla plusvalenza di 1,511 miliardi sulla cessione della quota di controllo nella società elvetica Sgs. Il Nav – Net asset value – di Exor, ovvero il valore netto degli attivi, è salito a fine semestre a 8,53 miliardi di euro dai 7,62 di fine dicembre.
I risultati di Exor (che controlla poco più del 30% in Fiat e in Fiat Industrial) sono stati approvati ieri dal consiglio d’amministrazione presieduto da John Elkann. A parte la citata plusvalenza sulla quota Sgs, il risultato di Exor è legato a quello delle aziende partecipate. La quota Exor su quest’ultimo è scesa a 115 milioni dai 122 del primo semestre 2012, essenzialmente per l’aumento della quota sul passivo della Juventus (da 4,4 a 18,2 milioni). Per quanto riguarda le partecipazioni più importanti, la quota nell’utile di Fiat Industrial ha visto un leggero miglioramento (da 121 a 126 milioni) mentre è calata quella in Fiat spa (da 18,5 a 15 milioni).
In rosso, oltre alla squadra di calcio, anche l’americana Cushman & Wakefield, che ha ridotto il passivo (sempre in quota parte) da 11,2 a 8,8 milioni di euro; sui dati di C&W il comunicato entra in maggiore dettaglio, essendo il principale investimento non quotato. Nel primo semestre i ricavi lordi sono saliti a 1.033,9 milioni di dollari (+14,1% rispetto allo stesso periodo 2012), mentre il risultato operativo ha visto una perdita operativa di 7,1 milioni (rispetto ai 2,8 del 2012). L’Ebitda di C&W è stato di 10,4 milioni, in calo dai 16,6 milioni di un anno fa a causa degli oneri per acquisizioni e per la riorganizzazione.
Per l’intero 2013 Exor prevede un risultato economico positivo sia per la Spa che a livello consolidato (tenendo conto in questo caso della plusvalenza realizzata con la cessione di Sgs).
Alla fine del primo semestre il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci di Exor ammonta a 6.192,1 milioni, con un aumento di 23,3 milioni rispetto ai 6.168,8 milioni al 31 dicembre 2012. Dal punto di vista finanziario, per effetto dell’incasso derivante dalla cessione Sgs (circa 2 miliardi di euro) la posizione finanziaria netta del cosiddetto “Sistema Holdings” è diventata a fine semestre positiva per 1,388 miliardi contro l’indebitamento di 525 milioni a fine 2012.
Il valore totale degli attivi (circa 10 miliardi, al lordo dei debiti) vede un peso di poco superiore al 50% (51,9%) delle due Fiat: poco più del 30% per Fiat Industrial, poco più del 20% per Fiat spa (che custodisce a sua volta il 58,5% di Chrysler). Dopo la monetizzazione della quota Sgs, la liquidità (cassa ed equivalenti) pesa per oltre un quarto del totale; dove verrà impiegata? Da un lato c’è la volontà di sostenere lo sviluppo di Fiat in vista dell’acquisto del 100% di Chrysler; dall’altro, la holding punta all’acquisto di partecipazioni di controllo in aziende europee o americane. Come Almacantar, di cui Exor ha già oltre il 36%, società immobiliare con sede a Londra in cui «siamo disponibili a dare maggiori risorse» come ha detto Elkann nei mesi scorsi.

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