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Exor alza la posta per PartnerRe

Exor ritocca ancora la sua offerta per gli azionisti PartnerRe. Formalmente, non si tratta di una modifica alla proposta vincolante ma di un’integrazione di 3 dollari (sottoforma di dividendo straordinario) per “risarcire” i soci del gruppo riassicurativo americano dello slittamento a inizio 2016 dell’eventuale closing, dopo che la società ha deciso di posticipare al 7 agosto l’assemblea. Morale: nel caso in cui risultasse vincente la proposta targata Exor, i soci riceveranno 140,5 dollari, di cui 137,5 dalla finanziaria (che in totale si è impegnata a versare 6,8 miliardi cash) e altri 3 direttamente da PartnerRe, per l’appunto attraverso una cedola.
Il ritocco era nell’aria già alla fine della settimana scorsa, come riportato sabato da Il Sole 24 Ore. D’altronde, in questo braccio di ferro che va avanti da aprile, era attesa una risposta da parte italiana all’ultima mossa dell’asse PartnerRe-Axis, che giovedì scorso aveva alzato la posta migliorando del 52% il valore della cedola una tantum che verrà distribuita ai soci PartnerRe prima dell’aggregazione e ventilando alcune criticità fiscali, cioè che l’offerta di Exor potrebbe essere letta come una «listed transaction», ovvero un’operazione che potrebbe comportare un’onerosa segnalazione annuale per gli azionisti di categoria e l’applicazione delle sanzioni previste per le transazioni in paradisi fiscali, proibite dal fisco Usa.
Con le comunicazioni rese note ieri, l’azionista di maggioranza di Fca (nonché primo socio di PartnerRe) ha inteso rispondere colpo su colpo. Sul fronte del prezzo, ci sono i 3 dollari per gli azionisti ordinari di cui si è detto. Ma l’impressione è che la partita si giochi anzitutto sui privilegiati, e qui Exor prova a smontare le tesi degli avversari: «Exor?non?ritiene?che?l’Internal Revenue Service? tratterà?le?azioni?privilegiate?nell’offerta?di?sambio?come? una “listed transaction”», si legge nel comunicato, specificando poi che «qualora una pronuncia dell’Irs non giungesse prima del perfezionamento dell’operazione», Exor sarebbe pronta a pagare in contanti – con un esborso di 42.7 milioni di dollari – l’extradividendo di cinque anni promesso ai soci privilegiati. La società d’investimento presieduta da John Elkann ha colto l’occasione per ribadire tutti i vantaggi della propria offerta, a partire dalla disposizione Go Shop valida fino al 14 settembre 2015: in sostanza, per un mese dopo la firma con Exor il board di PartnerRe avrà la possibilità di cercare un’offerta migliore, e nel caso in cui la dovesse trovare potrà optare per questa soluzione pagando penali bassissime. Una rassicurazione in più agli azionisti che la proposta presentata da Exor «è la migliore alternativa per la società», come dichiara ancora la finanziaria nel comunicato diffuso ieri.
A dispetto dei toni bellicosi, di fatto il continuo rialzo delle offerte da parte dei due contendenti nasconde un implicito riconoscimento della validità di entrambe: la decisione, come noto, spetterà ai soci il 7 agosto, ultima data fissata per l’assemblea dopo l’ultimo slittamento. Ieri, intanto, il titolo PartnerRe a Wall Street alle 20 segnava un rialzo dello 0,31% a 135,28 euro, mentre a Milano Exor ha chiuso a 46,54 euro (+0,71 per cento), che rappresenta il nuovo massimo storico per il titolo.

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