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Ex minimi, rimanenze fuori costo

di Luca De Stefani

Gli ex minimi non potranno considerare come costo, nel 2012, le merci comprese nelle esistenze iniziali di magazzino, se sono già state pagate durante il regime senza Iva e dedotte con il principio di cassa. Ai fini Iva, però, chi nel 2012 è uscito dal regime dei minimi per entrare in quello residuale, semplificato od ordinario, può detrarre l'imposta che ha pagato e non ha detratto sulle merci acquistate e giacenti al 31 dicembre 2011. Per questi motivi, quest'anno, va prestata particolare attenzione alla compilazione dell'inventario delle giacenze di magazzino.
A seguito della fuoriuscita dal regime dei minimi e dell'entrata in quello ordinario Iva dal 2012, le rimanenze finali di merci, il cui acquisto è già stato pagato e quindi dedotto dal contribuente minimo, non devono assumere rilevanza come esistenze iniziali, in deroga alle ordinarie regole di competenza previste dal Tuir. Se, invece, il pagamento delle merci in rimanenza non è ancora stato effettuato, le giacenze iniziali rileveranno come costo iniziale nella contabilità del 2012 (circolare 7/E/2008).
I contribuenti che dal 2012 non possono più applicare il regime dei minimi possono detrarre l'Iva sull'acquisto dei beni (di magazzino) non ancora ceduti o non ancora utilizzati a fine 2011 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 4 gennaio 2012). Se si esce dai minimi, l'Iva rettificata in sede di entrata nel regime senza Iva (codice tributo 6497) non può più continuare a essere pagata in 5 rate annuali e le rate residue devono essere versate «al netto della rettifica» dell'Iva a favore, generata in sede di passaggio dal regime dei minimi a quello Iva.
Il contribuente che è uscito dai minimi quest'anno, optando per la contabilità semplificata o per quella ordinaria, deve versare questo importo entro il 16 maggio 2012, per i trimestrale o entro 16 febbraio 2012 per i mensili. Invece, il minimo che ha adottato, per legge, il regime residuale deve pagare le rate residue, al netto delle relative rettifiche a favore, entro il 16 marzo 2013.
Le stesse regole vanno applicate nel caso in cui, dalla differenza tra le rate residue e la nuova rettifica a favore, emerga un importo a credito, in quanto questo può essere contabilizzato a partire dalla prima liquidazione periodica dell'anno (risoluzione 10/E/99) o entro il 16 marzo 2013 per i residuali. Successivamente, dovrà essere compilato il rigo VF56 della dichiarazione Iva/2013.
La detrazione dell'Iva relativa alle rimanenze finali al 31 dicembre 2011, quindi, può essere recuperata in un'unica soluzione, senza attendere l'effettiva cessione dei beni che compongono le giacenze (o eventualmente il loro utilizzo nella produzione). Tutte le rimanenze finali al 31 dicembre 2011 sono interessate alla rettifica, anche se sono state acquistate in un periodo d'imposta nel quale non si era minimo e per le quali l'imposta detratta è stata rettificata in diminuzione o a sfavore, in sede di entrata nel regime dei minimi.
Per poter fare queste rettifiche e consentire gli eventuali controlli del Fisco, occorre la «redazione di una apposita documentazione», nella quale «indicare distintamente per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni facenti parte del patrimonio aziendale». Particolare attenzione va prestata alla valutazione dei semilavorati e dei prodotti finiti che inglobano più materie prime, «il cui ammontare complessivo va ricostruito e convalidato attraverso prove documentali e criteri analitici di rilevazione contabile» (circolare 328/E/76).

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