Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Evasione, richiamo di Mattarella «È indecente, sfrutta chi paga»

ROMA «Presidente, perché in Italia è così difficile combattere la piaga dell’evasione fiscale?», ha chiesto a Sergio Mattarella uno degli studenti di scuola superiore in visita ieri mattina al Quirinale. «L’evasione fiscale — ha risposto il presidente della Repubblica — è l’esaltazione della chiusura in sé stessi, dell’individualismo esasperato». E più avanti: «Chi evade cerca di sfruttare le tasse che pagano gli altri per i servizi di cui si avvale. È una cosa, a rifletterci, davvero indecente». Mattarella ha ricordato che gli ultimi dati sull’evasione parlano in tutto di 119 miliardi di euro sottratti alle casse dell’erario: «Una somma enorme. Se scomparisse, le possibilità di aumentare pensioni, di aumentare stipendi, di abbassare le tasse per chi le paga, e così via, sarebbero di molto aumentate».

Il monito del presidente è stato immediatamente rilanciato dai leader sindacali mentre tra i commenti politici si distingue quello del leader della Lega, Matteo Salvini: «L’evasione fiscale è indecente ma è indecente anche che lo Stato deve 53 miliardi di euro di rimborsi a famiglie e imprese italiane che aspettano da anni. La soluzione non sono le manette ma è ridurre la burocrazia e le tasse». Messaggio polemico quindi verso la manovra di Bilancio del governo, che è motivo di scontro tra maggioranza e opposizione non solo per i contenuti ma anche per i tempi strettissimi riservati all’esame parlamentare. Ieri è stato il presidente della Camera, Roberto Fico, a rilanciare il tema, con una lettera alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Fico è preoccupato perché quest’anno, poiché l’iter del disegno di Bilancio è in forte ritardo (è ancora in commissione al Senato), la Camera avrà solo il tempo per approvare il testo (entro il 31 dicembre) che arriverà da Palazzo Madama, senza possibilità di modifiche. Solo nel 2010 e nel 2011 ci sono state due letture della manovra anziché tre. «Il presidente Fico ha ragione», ha solidarizzato Casellati.

Ieri il governo ha presentato il subemendamento che recepisce l’accordo di maggioranza. La Robin tax sulle concessionarie salirà del 3,5%, colpirà i trasporti (autostrade, porti, aeroporti e ferrovie), ma non luce, gas, acqua. Ci sono 20 milioni in più per la non autosufficienza e 100 per il pubblico impiego. La plastic tax slitta a luglio, ma resta a 50 centesimi al chilo. Salta la stretta sulle spese sanitarie: la detraibilità al 19% non si ridurrà in base al reddito. E salta anche l’idea di travasare il milleproroghe nella manovra, sarà oggetto di un decreto ad hoc. La manovra arriverà giovedì in aula al Senato per essere approvata venerdì.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa