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Evasione, non solo reato fiscale

di Debora Alberici  

Commette il reato di associazione per delinquere (e non un concorso nei reati fiscali) il commercialista di fiducia che coordina la contabilità di aziende aiutandole, per anni, ad evadere le imposte mediante un giro di fatture false. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza 29899/2011, confermando la responsabilità penale nei confronti di un professionista che per molti anni aveva coordinato le operazioni di evasione fiscale. La terza sezione penale ha quindi condiviso i motivi sui quali la Corte d'appello di Milano aveva fondato la condanna del professionista e degli altri contribuenti, puntando sul fatto che l'affare illecito andava avanti già da sei anni. «Sul punto la Corte territoriale», si legge sulla sentenza, «evidenzia la durata della attività criminosa, circa sei anni, svolta con modalità costanti, elemento questo connotante la stabilità dell'accordo tra i correi, che esclude che la condotta dei prevenuti possa configurare una ipotesi di concorso di persone in reati fiscali, come sostenuto dalla difesa». In altri termini, dice ancora Piazza Cavour, «il criterio distintivo, infatti, tra il delitto di associazione per delinquere e il concorso di persone nel reato continuato si fonda nel carattere dell'accordo criminoso, che, nella seconda ipotesi, si concretizza in via meramente occasionale e accidentale, essendo diretto alla commissione di uno o più reati determinati, con la realizzazione dei quali si esaurisce l'accordo dei correi; mentre nella prima, l'accordo criminoso risulta diretto alla attuazione di un più vasto programma criminoso, per la commissione di una serie di delitti, con la permanenza di un vincolo associativo tra i partecipanti, ciascuno dei quali ha la costante consapevolezza di essere associato alla attuazione di detto programma, anche indipendentemente e al di fuori della effettiva commissione dei singoli reati». Ancora, il giudice chiamato a decidere sull'associazione per delinquere è quello del luogo dove ha sede lo studio del professionista. Infatti questo reato, di natura permanente, «si radica nel luogo in cui la struttura della societas sceleris, destinata ad operare nel tempo, diventa concretamente operante, a nulla rilevando il luogo di consumazione dei singoli reati oggetto del pactum».

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