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Evasione, lo Stato ci rimette un miliardo in meno di incasso

La lotta all’evasione perde quasi un miliardo nel giro di un anno. Secondo i dati forniti ieri dall’Agenzia delle entrate, nella consueta conferenza stampa alla presenza del ministro dell’Economia Tria, il recupero complessivo è stato nel 2018 pari a 19,2 miliardi, circa 900 miliardi in meno rispetto al gettito del 2017 quando il risultato fu di 20,1 miliardi. Si tratta della prima battuta d’arresto nella lotta all’evasione che negli ultimi cinque anni ha sempre mostrato cifre in crescendo.
È stato soprattutto l’effetto- sanatorie e rottamazioni a provocare la perdita di gettito: il recupero di evasione attraverso misure straordinarie ( definizione controversie, pace fiscale, rottamazione e coda delle voluntary 1 e 2) ha registrato una caduta di gettito del 46 per cento. Una delle motivazioni l’ha fornita lo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate Antonino Maggiore che ha parlato di « effetto rinvio » nel 2018 della rottamazione bis a favore della ter. In pratica, come era stato messo in luce più volte nei mesi passati, molti contribuenti hanno rinunciato a pagare le ultime rate della rottamazione bis nel 2018 e hanno preferito ” scendere” e spostarsi sulla “ter” di quest’anno, più favorevole, come ha ricordato Maggiore, perché consente di pagare con un numero di rate più ampio e dunque più comodamente in cinque anni. Non è escluso tuttavia, come notano alcuni osservatori, che molti contribuenti abbiano rinunciato addirittura a rottamare in attesa dei condoni di cui il governo parla fin dal maggio dello scorso anno. Tesi più radicale che mette alla sbarra l’effetto annuncio da parte dell’esecutivo e che ieri tuttavia Maggiore ha negato.
Resta il fatto tuttavia che il gettito delle rottamazioni, che hanno avuto le stesse caratteristiche, comincia a mostrare la corda. Dal 2017 quando le rottamazioni fruttarono 4,4 miliardi al 2018 quando hanno prodotto solo 2,59 miliardi, il gettito si è quasi dimezzato ( anche se lo scorso anno ha rispettato le prudenti previsioni del governo). Logoro anche lo strumento della definizione delle liti fiscali che va avanti da tempo: lo scorso anno ha dato solo 100 milioni contro gli 800 del 2017. E’ evidente, ha fatto capire anche Maggiore, che la platea degli interessati con gli anni si prosciuga.
Continua invece la crescita della componente dei 19,2 miliardi relativa all’attività normale della lotta all’evasione con accertamenti e lettere di invito ” amichevole”, la cosiddetta ” compliance” ( nel 2018 ne sono state spedite ai contribuenti circa 1,9 milioni). Complessivamente questa attività dell’Agenzia è cresciuta dell’ 11 per cento e ha dato all’erario 16,16 miliardi che sommati ai 3,04 delle sanatorie raggiungono il dato complessivo raffrontabile con il passato di 19,2 miliardi. Maggiore ha comunque garantito che l’attività di prevenzione dell’evasione si sta avvalendo e si avvarrà della fatturazione elettronica.
Fuori programma di carattere sindacale prima dell’intervento di Tria durante la presentazione dei dati: i lavoratori dell’Agenzia delle entrate, che hanno manifestato all’ingresso, sono riusciti a prendere per qualche istante la parola: « Non ci pagano il salario accessorio dal 2016 » . Il ministro dell’Economia, che ha il compito di recuperare i fondi per l’indennità che spetta ai dipendenti, fischiato all’ingresso, ha evocato la necessità di dialogare.

Roberto Petrini

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