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Evasione Iva? Il fisco ti scrive

L’Agenzia delle entrate, nel 2019, concentrerà l’attività di controllo sui grandi contribuenti, quelli con ricavi e compensi o volume d’affari superiori a 100 milioni di euro, che presentano rischi per abuso del diritto, operazioni transnazionali o per la tutela del credito erariale. Per quanto concerne le persone fisiche e i lavoratori autonomi, invece, gli uffici procederanno con lo stimolo all’assolvimento spontaneo degli obblighi tributari con l’invio iniziale di 380 mila comunicazioni di anomalie, riferibili al periodo d’imposta 2015 e, nella parte finale di quest’anno, al periodo d’imposta successivo. Queste alcune delle attività di controllo rilevabili nella circolare emanata ieri dall’Agenzia delle entrate (la n. 19/e) avente a oggetto gli indirizzi operativi e le linee guida per la prevenzione e contrasto all’evasione fiscale.

Grandi contribuenti. L’attività sarà sviluppata partendo da un’attenta analisi di ogni posizione fiscale e l’attività di tutoraggio sarà realizzata sulla base delle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta 2017. In particolare, per quanto concerne questi soggetti, sarà posta attenzione al gruppo di appartenenza e, con riferimento alle attività di controllo da sviluppare, gli uffici territoriali si concentreranno sulle posizioni per le quali il potere di accertamento decade alla fine dell’anno in corso. Nell’attività di accertamento si terrà conto di segnalazioni relative alle fattispecie riconducibili all’abuso del diritto, di cui all’art. 10-bis, l. 212/2000, nonché a operazioni transnazionali o a situazioni che richiedono la massima tutela del credito erariale.

Imprese di minore dimensione. Per questa tipologia, che rappresenta il numero più cospicuo di contribuenti presenti sul territorio, gli uffici dovranno, in linea con gli indirizzi delle politiche fiscali 2019/2021, promuovere gli adempimenti spontanei anche mediante l’apporto di una qualificata assistenza e consulenza ai contribuenti destinatari delle lettere di compliance. I destinatari delle missive, già predisposte per il 2019, sono i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione Iva per il periodo d’imposta 2018 o l’hanno parzialmente compilata (soltanto quadro VA), quelli che hanno dichiarato, per il precedente periodo d’imposta (2017), un importo di operazioni attive inferiore a quello comunicato dai clienti o da loro stessi e i contribuenti per i quali sono emerse anomalie, nel triennio 2015/2017, sui dati rilevanti ai fini degli studi di settore. Per le imprese più piccole, l’attività di controllo si concentrerà nei confronti di quelle che sottofatturano le prestazioni attive o portano in detrazione costi non inerenti all’attività esercitata, traendo spunto dalla presenza di crediti Iva non giustificabili, da acquisti eseguiti da soggetti che omettono la presentazione delle dichiarazioni fiscali, dalla presenza di costi residuali e da acquisti eseguiti con controparti con codici attività residuali e dalla presenza di una bassa redditività. Nel secondo semestre dell’anno, infine, è in programma l’invio di comunicazioni ai contribuenti che hanno emesso fatture elettroniche per i primi due trimestri 2019 e non hanno presentato le relative comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva (Lipe).

Persone fisiche e autonomi. Per questo comparto è già previsto l’invio iniziale di 380 mila lettere, a mezzo di posta elettronica certificata, rivolte a persone fisiche per le quali sono state riscontrate anomalie nelle dichiarazioni dei redditi per l’anno d’imposta 2015 e, nell’ultimo trimestre 2019, anche un lotto di comunicazioni per i contribuenti con anomalie del periodo d’imposta 2016. Per l’elaborazione delle posizioni a rischio, gli uffici terranno conto delle informazioni rinvenibili nelle certificazioni dei sostituti d’imposta, se si tratta di lavoratori autonomi e l’analisi del rischio sarà garantita a livello centrale (settore controllo). L’attività di controllo si concentrerà, principalmente, su contribuenti che, pur dichiarando un elevato ammontare di compensi, deducono un altrettanto cospicuo ammontare di costi, facendo ricorso alla modalità istruttoria delle indagini finanziarie, ma tenendo conto dei soggetti a più elevato rischio di evasione.

Enti non profit. Infine, un paragrafo (2.3.3) è stato dedicato anche ai controlli verso gli enti non commerciali e le onlus, per i quali gli uffici dovranno tenere conto delle peculiarità e della territorialità, rivolgendo l’attenzione a chi svolge attività inidonee a perseguire scopi sociali, evitando di colpire situazioni di minima rilevanza, come nei casi in cui l’attività istituzionale faccia riferimento all’attività sportiva per i giovani o soggetti svantaggiati. In presenza di falsi enti non commerciali, gli uffici procederanno con il disconoscimento della qualifica, con recupero a tassazione delle agevolazioni indebitamente fruite.

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