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Evasione, i Marzotto nel mirino sequestrati immobili per 50 milioni

Una villa da dieci vani in via Del Castello a Cortina. Ma anche una residenza storica con cinquanta stanze a Trissino, vicino a Vicenza, piuttosto che otto camere a Venezia, a pochi passi da piazza San Marco. In tutto, poco più di 50 milioni di beni immobiliari – tra appartamenti e terreni – a cui ieri mattina gli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Milano hanno posto i «sigilli». Un sequestro record disposto dal gip Gianfranco Criscione che di fatto congela una bella fetta del patrimonio delle famiglie Marzotto e Donà Dalle Rose. In attesa che l´inchiesta dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta arrivi alla conclusione, l´immenso parco immobiliare concentrato soprattutto tra Padova e Vicenza, potrà essere utilizzato, ma non venduto.
Il provvedimento è figlio di una segnalazione del marzo 2011 dell´Agenzia delle Entrate lombarda. Nel mirino la vendita del 29% della Valentino Fashion Group (Vfg), azienda che racchiude tutte le griffe della moda targate Marzotto. Nel registro degli indagati per frode fiscale sono finiti in tutto 13 persone: da Vittorio Marzotto ai fratelli Matteo e Diamante, ai cugini Isabella, Rosanna e Andrea Donà Dalle Rose. Ma anche i gestori di una società lussemburghese e il finanziere Massimo Caputi.
Attraverso una «esterovestizione», la Vfg avrebbe omesso di pagare le tasse nella dichiarazione del 2008 per 65 milioni di euro, più qualche spicciolo. L´operazione di cessione ha garantito ai soci Marzotto introiti per 199 milioni complessivi, il cui 33 per cento andava però versato al fisco italiano come aliquota IRES. In realtà, gli indagati avrebbero fittiziamente «posto in essere un´operazione diretta esclusivamente all´estero». Gli azionisti Vfg sono accusati di aver trasferito nell´aprile 2007 «la proprietà delle azioni Vfg detenute da ciascuno alla lussemburghese Icg, della quale nel frattempo erano diventati soci e amministratori di fatto, per poi vendere l´intero pacchetto il 16 maggio successivo» a un fondo inglese. Operazione, sostengono oggi le indagini, orchestrata con il chiaro intento di eludere il fisco. A dimostrarlo ci sono anche una serie di mail sequestrate a Vittorio Marzotto, in cui si svela – secondo l´accusa -, come realmente Icg abbia operato interamente dall´Italia.
Da ieri è scattato il sequestro del patrimonio immobiliare degli indagati. Anche perché, spiega il gip Criscione, tutte le plusvalenze ottenute dall´operazione finanziaria di cessione del marchio Valentino, sono nel frattempo finite in una società delle isole Cayman. Da qui la decisione del «sequestro per equivalente» dei quasi 100 immobili, anche perché la cifra sottratta al fisco «è stata trasferita in un noto paradiso finanziario e, pertanto, non è direttamente sequestrabile».
Di «provvedimento infondato», parlano invece i legali degli indagati, Niccolò Ghedini e Pietro Longo (gli stessi di Silvio Berlusconi). «Vi sono già agli atti numerose consulenze e precisa documentazione – hanno assicurato in una nota i due avvocati – attestanti l´avvenuta regolarità delle operazioni compiute, assolutamente appalesate al mercato e alle autorità di controllo».

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